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Copertina del catalogo
"Il Tesoro di Napoli"Papa Francesco al termine della recita dell’Angelus, domenica 26 gennaio 2014 ha affermato: «Ieri, a Napoli, è stata proclamata beata Maria Cristina di Savoia, vissuta nella prima metà del secolo diciannovesimo, regina delle due Sicilie. Donna di profonda spiritualità e di grande umiltà, seppe farsi carico delle sofferenze del suo popolo, diventando vera madre dei poveri. Il suo straordinario esempio di carità testimonia che la vita buona del Vangelo è possibile in ogni ambiente e condizione sociale».
 
A cura di P. Pietro Messa, ofm

Il frate minore Francesco Bartoli nella prima metà del XIV secolo scrisse un Trattato sull’indulgenza di Santa Maria della Porziuncola. Attingendo anche da fonti precedenti, racconta in modo dettagliato e ordinato l’indulgenza della Porziuncola; tra l’altro narra che «stando san Francesco nella cella, che era nel giardino accanto alla chiesa di Santa Maria, nel mese di gennaio, e vegliando in preghiera nella notte, ecco Satana che venne e gli disse: “Francesco, perché vuoi morire prima del tempo?
 

L’inquietudine buona

di ANTONIO SPADARO

Per Bergoglio il mondo è in movimento continuo, e come Favre sperimenta la complessità dell’anima e la ricchezza dei significati delle diverse situazioni, e anche dei luoghi. Tutto risuona dentro il suo animo con una grande varietà di timbri che lui registra fedelmente nel suo Me m o -riale, e tutto diventa materia di preghiera (viaggi, preoccupazioni, amicizie, negligenze...).
 
Santi Antonino Fantosati Giuseppe Maria Gambaro e Cesidio Giacomantonio - Trevi - Convento San MartinoA cura di P. Pietro Messa, ofm

Nel 1226, poco tempo prima di morire, Francesco d’Assisi ricapitolò la sua vita in uno scritto breve, ma intenso, il Testamento. In questo scritto egli afferma che il Signore gli concesse d’iniziare a fare penitenza nel momento in cui lo condusse tra coloro che egli aborriva, cioè i lebbrosi, ed usò con essi misericordia. Quindi l’inizio dell’esperienza cristiana di Francesco d’Assisi è il suo dimorare presso i lebbrosi usando misericordia con essi, cioè vivendo in quella misericordia che Dio stesso aveva usato con lui strappandolo dal peccato. Francesco inizia con l’essere misericordioso con i lebbrosi e per questo dimora spesso nei lebbrosari e voleva che pure i frati facessero lo stesso per la loro conversione.
 

Simone di Giovanni, mi ami più di loro?

di Don Oscar Battaglia
con il consenso e l'approvazione dell'autore

Il pescatore di Cafarnao


   Simone di Giovanni (Simon Bar Jona in Mt 16,17), era nato a Betsaida Julia a 3 km a NE di Cafarnao, tra il 2 e il 4 a.C., ma per motivi di lavoro si era trasferito, insieme a suo fratello Andrea, in un centro commerciale più importante , appunto a Cafarnao, allo svincolo della « Via Regia». Qui si era sposato e aveva formato un cooperativa di pesca (Lc 5,7) con altri due fratelli, Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo e di Salome.
 

LUDOVICO DA CASORIA, Testamento

Il testamento del p. Ludovico da Casoria di cui nel concistoro pubblico di giovedì 12 giugno 2014 è stata annunciata la canonizzazione la domenica 23 novembre 2014.

A cura di p. Pietro Messa, ofm

Il Signore mi chiamò a sé con un amore dolcissimo, e con una carità infinita mi guidò e mi diresse nel cammino della mia vita, e dette a me peccatore tanta fede che di giorno in giorno addivenni sempre ricco nell’anima e nel corpo mio. Oh quanti miracoli operò in me questa fede! Perocché sentivo assai di amare Dio; e quando l’amavo poco, non potevo di non amarlo grandemente; e quando l’amavo più, più a Lui mi rialzavo, e sentivo dentro di me tanto e tanto abbassamento, che non sapevo ove fuggire e nascondermi, per non vedere più me peccatore.
 

GIOVANNI BATTISTA - L’AMICO DELLO SPOSO

di Don Oscar Battaglia
con il desiderio e il consenso di pubblicazione dell'autore

Tutto cominciò ad Ain-Karin

   Era arrivata la sera prima a Gerusalemme con una carovana di pellegrini provenienti dalla Galilea dopo cinque giorni di viaggio seguendo il lungo itinerario che attraversava la pianura di Esdrelon, toccava la città greca di Scitopoli e costeggiava la riva destra del Giordano fino a Gerico. L’ultimo giorno aveva affrontato l’interminabile salita di Wadi-el-Kelt fino alla città Santa,  27 chilometri più in su. La mattina dopo, poco prima dell’alba, si era rimessa in cammino, questa volta verso occidente, in direzione di Ein-Karin a tre chilometri dalla città. Conosceva ben la strada, perché l’aveva percorsa tante volte fin da bambina con sua madre, quando saliva in pellegrinaggio a Gerusalemme per una delle grandi feste e riceveva ospitalità a casa di Elisabetta sua nipote. Questa aveva sposato un sacerdote della tribù di Levi chiamato Zaccaria, che faceva servizio al Tempio santo quando era di turno.
 
A cura di P. Pietro Messa, ofm

Il 10 giugno è stata presentata la ricostruzione antropologica forense del volto di Antonio di Padova: ora, grazie alle sempre più sofisticate tecniche di ricerca, è possibile vedere la "vera" faccia del Santo tanto popolare (a lato l'immagine; cfr. http://www.cantualeantonianum.com/).
 
A cura di P. Pietro Messa, ofm

del
prof. Vittorio Capuzza
docente di diritto amministrativo
e responsabile dell’Ufficio Studi e Ricerche dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

- pubblicato con il consenso dell'autore -

    Dante è un catecumeno e non un esiliato; diviene pellegrino del Cielo: lì, sotto il segno della poesia scopre senza enigma la Città di Dio e potrà, da testimone e non da personaggio, indicare quale è in terra la vera Firenze, cioè la città celebrata dal Trisavolo Cacciaguida (Par. XV, 97-135) secondo i valori di giustizia e pudore, cantati già da Orazio nel Carmen saeculare. Quella Firenze è la città nata nell'incontro fra le virtù cardinali con quelle teologali (Purg. VIII, 91-93).
    La Commedia di Dante nasce dalla consapevolezza della storia della salvezza come innesto della ricerca cristiana verso il Volto di Dio, sulla ricerca del cammino classico verso la giustizia, verso 'la toga'.
 
 
A cura di P. Pietro Messa, ofm

Ricardo Lucio Perriello ha recensito il libro di Alessandro Finzi e Pedro Gonzales Redondo,Sulle tracce di santa Rosa. Diario di viaggio in Spagna, del Centro Studi Santa Rosa da Viterbo, Viterbo 2014, pp. 125. ISBN 978-88-907643-2-5.

Il Libro scritto da Alessandro Finzi e Pedro Gonzalez Redondo Sulle tracce di Santa Rosa. Diario di viaggio in Spagna, pubblicato dal Centro Studi Santa Rosa da Viterbo grazie al contributo della Fondazione CARIVIT, ci offre degli spunti di riflessione assai interessanti per lo studio della grande Santa viterbese e del suo culto.  

 
A cura di P. Pietro Messa, ofm

In questo mese di giugno 2014, anno bicentenario della nascita del beato Ludovico da Casoria, è doveroso fare degna memoria della grande devozione del prossimo santo al Sacro Cuore di Gesù. Tale devozione ebbe una sua originale e monumentale espressione nella edificazione della chiesa del Sacro Cuore di Gesù in Firenze, voluta dal P. Ludovico accanto all’orfanatrofio dei suoi piccoli sordomuti. Per quei disegni inspiegabili che la provvidenza divina sa disporre, il 12 giugno 2014, giorno il cui papa Francesco presiede il Concistoro pubblico per la canonizzazione del beato Ludovico, ricorrono esattamente i 140 anni della fondazione di questo tempio, oggi chiesa parrocchiale.
 

San Francesco nelle leggende Farnetane

A cura di Pietro Messa

In allegato la riproduzione in PDF di un libretto del 1927 su san Francesco e il convento di Farneto (Perugia)
segue PDF
San-Francesco-nelle_leggende-Farnetane.pdf
 
A cura di P. Pietro Messa

«Noi dunque dovremmo discutere assieme per vedere chi di noi sia nella verità e chi nell’errore. In tal modo, come non abbiamo che un solo Dio, che ci è Creatore e Signore, così non potremmo non avere una stessa fede, una stessa legge, una stessa maniera d’amare Dio e d’onorarLo. Noi potremmo allora amarci ed aiutarci l’un l’altro, poiché non vi sarebbero più tra di noi differenze ed opposizioni alcune di fedi e di costumi. E’ infatti a causa di tali differenze ed opposizioni che ci poniamo ostacoli l’un l’altro, che ci combattiamo e che ci facciamo vicendevolmente prigionieri.».
 
A cura di P.  Pietro Messa

G. Cardaropoli, Professore emerito Pontificia università Antonianum

Ma quale è il carisma intrinseco alla vocazione francescana? P. Allegra lo ha detto esplicitamente più volte: è il rapporto tra la radice contemplativa e la sua concretizzazione nell’apostolato; la contemplazione, intesa come ricerca della volontà di Dio e l’apostolato come concretizzazione del mandato ricevuto […]
 
A un anno dal decreto sul miracolo della Regina, Napoli attende la canonizzazione del Frate

Il 2 maggio 2013 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto riguardante un miracolo attribuito alla intercessione della venerabile Maria Cristina di Savoia che fu successivamente beatificata il 25 gennaio 2014 nella Basilica di Santa Chiara in Napoli. In tale occasione il cardinal Angelo Amato, rappresentante del Papa, ha definito «Napoli, terra di mare, di sole, di luce e di tanta grazia divina» e una conferma di ciò è la prossima canonizzazione del francescano beato Ludovico da Casoria. Quest’ultimo, come scrive il testimone oculare Alfonso Capecelatro, portò a compimento il progetto di carità della suddetta Beata definita da papa Francesco «madre dei poveri»:
 
A cura di P. Pietro Messa

Il 4 gennaio 1901 il seminarista Angelo Giuseppe Roncalli iniziò in modo ufficiale i suoi studi romani nel Seminario romano dell’Apollinare. Già dal novembre 1895 appuntava note e pensieri sulla sua vita spirituale che più tardi saranno pubblicati come Il giornale dell’anima. Proprio in questa sorta di diario spirituale narra quanto accadde nel Natale 1902, quando aveva compiuto da un mese i 21 anni. Il 22 dicembre chiede aiuto al Signore perché possa disporre «l’anima alla sua venuta»; il 23 scrive di doversi preparare con attenzione speciale a questa venuta perché ha «grandi cose da comunicargli, ed egli ha innumerevoli grandi benefici da compartirmi». Nella notte del 24, mentre gli altri dormono, ripetutamente invoca la venuta del Signore; mentre l'ora si è fatta «già troppo tarda» e scrive che «il sonno mi vince», conclude l’annotazione con «Vieni, t'aspetto». Il 26 dicembre scriverà: «Egli è venuto e mi ha consolato; ho potuto trattenermi con lui per molto tempo, dirgli tutto quello che desideravo».
 

Il magistero spirituale di un uomo semplice

Le parole più belle per definire Frate Egidio d’Assisi, terzo compagno di san Francesco, sono forse quelle di Tommaso da Celano che l’accosta alla figura biblica di Giobbe: un uomo semplice e integro, che temeva Dio e che nella sua lunga esistenza terrena visse in santità, giustizia e devozione, lasciandoci esempi di perfetta obbedienza, ma anche di lavoro manuale, di vita solitaria e di santa contemplazione.