Chiara d’Assisi e la preghiera per i defunti

Santa-ChiaraChiara d’Assisi vive e propone una vita di preghiera in cui si è, come scrive a sant’Agnese di Boemia, «collaboratrice di Dio stesso e colei che rialza le membra cadenti del suo corpo ineffabile».

Ciò si esplica non solo nella cura animarum, ossia nel prendersi cura dei viventi, ma anche nella cura animarum defunctorum, cioè nella preghiera per i defunti vivendo l’ineffabile comunione dei santi che è il nome dell’amicizia cristiana. E questo è così importante che, riprendendo la Regola dei frati Minori, nella propria Regola confermata da papa Innocenzo IV nell’agosto 1253 afferma:    

Dicano anche per i defunti sette Pater noster con il Requiem aeternam per i vespri e dodici per il mattutino, quando le sorelle letterate sono tenute a recitare l’ufficio dei morti. Alla morte poi di una sorella del nostro monastero dicano cinquanta Pater noster.

Per approfondire AGNESE ACQUADRO, Sulle orme di Gesù povero. Chiara d’Assisi e il suo itinerario di vita, Ed. Porziuncola, Assisi 2014.

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