Omelie quotidiane Santo Padre

Non abbiamo paura della Luce di Gesù - omelia Santa Marta 6 maggio 2020

crocifisso primo piano santa martaTi loderò, Signore, fra tutti i popoli,
ai miei fratelli annunzierò il tuo nome, alleluia.

Prima Lettura   At 12,24-13,5

Salmo Responsoriale   Dal Salmo 66 
Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti.


Vangelo   Gv 12,44-50

Omelia

Nostra trascrizione:

Questo passo del Vangelo di Giovanni ci fa vedere l'intimità che era tra Gesù e il Padre.
Lui, Gesù, faceva quello che il Padre gli ha detto di fare e per questo dice "Chi crede in me non crede in me ma in Colui che mi ha mandato".

Poi precisa la sua missione.
"Io sono venuto nel mondo come Luce perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre".
Si presenta come Luce, la missione di Gesù è illuminare Lui stesso ha detto Io sono la Luce del mondo.

Il profeta Isaia aveva profetizzato questa Luce:
"Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande Luce - la promessa della Luce - che illuminerà il popolo".

E anche la missione degli apostoli è portare la Luce, Paolo lo disse al re Agrippa sono stato eletto per illuminare per portare questa Luce, che non è mia, e di altro, ma per portare la Luce.
È la missione di Gesù portare la Luce e la missione degli apostoli è portare la Luce di Gesù.
Illuminare.
Perché il mondo era nelle tenebre.

Ma, il dramma della Luce di Gesù è che è stata respinta.
Già all'inzio del Venglo di Giovanni lo dice chiaramente: "È venuto tra i suoi e i suoi non lo accolsero", amavano più le tenebre che la luce.
Abituarsi alle tenebre, vivere nelle tenebre. Non sanno accettare la Luce, non possono, sono schiavi delle tenebre.
E questa sarà la lotta di Gesù continua, illuminare, che fa vedere le cose come stanno, come sono.
Fa vedere la libertà, fa vedere la Verità, fa vedere il cammino da "andare", ma con la luce di Gesù.
E Paolo ha avuto questa esperienza del passaggio dalle tenebre alla luce.
Quando il Signore lo incontrò sulla strada di Damasco. È rimasto accecato. Cieco. La Luce del Signore lo accecò.
E poi, passati alcuni giorni, con il Battesimo, riprese la Luce.
Lui ha avuto questa esperienza del passaggio dalle tenebre nella quale era, alla Luce. E anche il passaggio nostro che sacramentalmente lo abbiamo ricevuto nel Battesimo. Per questo nei primi secoli il Battesimo si chiamava l'Illuminazione.Perchè ti dava la luce ti faceva entrare. Per questo nel sacramento del Battesimo diamo un cero acceso una candela accesa al papà e alla mamma, perché il bambino, la bambino, è illuminato, illuminata.
Gesù porta la Luce.
Ma.. il popolo, la gente, il suo popolo lo ha respinto.
Tanto abitato alle tenebre che la Luce lo abbaglia.
E questo è il dramma del nostro peccato, il peccato ci acceca, e non possiamo tollerare la Luce. Abbiamo gli occhi ammalati.
Gesù lo dice chiaramente nel Vangelo di Matteo
"Se il tuo occhio è ammalato tutto il tuo corpo sarà ammalato. Se il tuo occhio soltanto vede le tenebre, quante tenebre saranno dentro di te"
Le tenebre.
E la conversione è passare dalle tenebre alla luce.
Quali sono le cose che ammalano gli occhi, gli occhi della fede?
I nostri occhi sono malati, quali sono le cose che lo accecano?
I vizi,  lo spirito mondano, la superbia.
I vizi che ti tirano giù e anche queste tre cose, i vizi, la superbia, lo spirito mondano ti portano a fare società con gli altri per rimanere sicuri nelle tenebre.

Noi parliamo delle mafie, è questo. Ma ci sono delle mafie spirituali, le mafie domestiche, sempre cercare qualcun altro per coprirsi e rimanere nelle tenebre.
Non è facile vivere nella Luce. La Luce ci fa vedere tante cose brutte dentro di noi che noi non vogliamo vedere.
I vizi, i peccati, pensiamo ai nostri vizi, pensiamo alla nostra superbia.
Pensiamo allo spirito mondano nostro.
Queste cose ci accecano ci allontanano dalla luce di Gesù.

Ma se noi entriamo a pensare queste cose non troveremo un muro ma troveremo un'uscita.
Perché Gesù stesso è la Luce e  "sono venuto al mondo non per condannare il mondo ma per salvare il mondo".
Gesù stesso è la Luce, abbi coraggio, lasciati illuminare, lasciati vedere per quello che hai dentro, perché sono io a portarti avanti, a salvarti.
Io non ti condanno. Io ti salvo.
Il Signore che ci salva delle tenebre che noi abbiamo dentro. Delle tenebre della vita quotidana, della vita sociale, della vita politica, della vita nazionale, internazionale, tante tenebre ci sono dentro.
Il Signore ci salva, ma ci chiede di vederle prima, avere il coraggio di vederle le nostre tenebre perché la Luce del Signore entri e ci salvi.
Non abbiamo paura del Signore è molto buono è mite è vicino, è venuto per salvarci. Non abbiamo paura della Luce di Gesù.