Visita al Santuario di Père Laval, Visita di cortesia al Presidente ad interim della Repubblica e Incontro con il Primo Ministro, Incontro con le Autorità, la Società Civile e il Corpo Diplomatico nel Palazzo Presidenziale

preghiera di Francesco sulla tomba del beato pére LavalVisita al Santuario di Père Laval

Nel pomeriggio, il Santo Padre Francesco ha lasciato l’Episcopio e si è recato in auto al Santuario di Père Laval.

All’ingresso della chiesa adiacente al Santuario attendevano il Papa tre Vescovi della CEDOI, il parroco e il responsabile del Santuario.

Al Suo arrivo, il Santo Padre è stato accolto, all’ingresso del Santuario, da una famiglia che gli ha offerto in dono dei fiori che il Papa ha deposto sulla tomba del Beato Père Jacques-Désiré Laval, soffermandosi in preghiera silenziosa. Sono presenti circa 65 fedeli.

All’uscita del Santuario Papa Francesco ha salutato alcuni malati e i familiari dei tossicodipendenti ospitati presso la “CASA A”, una struttura di accoglienza gestita da un diacono permanente insieme alla moglie.

Al termine della visita, il Santo Padre si è trasferito in auto al Palazzo Presidenziale per la visita di cortesia al Presidente ad interim della Repubblica di Maurizio.

Visita di cortesia al Presidente ad interim della Repubblica e Incontro con il Primo Ministro nel Palazzo Presidenziale

Alle ore 16.55 (14.55 ora di Roma), il Santo Padre Francesco si è reca in visita di cortesia al Presidente ad interim della Repubblica di Maurizio, Sig. Barlen Vyapoory.

Al Suo arrivo, all’ingresso principale del Palazzo Presidenziale, il Papa è stato accolto dal Presidente che lo ha accompagnato nel Salone Blu dove ha avuto luogo l’incontro.

Dopo l’incontro privato e la presentazione della famiglia, ha avuto luogo lo scambio dei doni e la Firma del Libro d’Onore.

Subito dopo il Presidente ad interim della Repubblica ha introdotto al Santo Padre il Primo Ministro, Sig. Pravind Kumar Jugnauth, e alle ore 17.15 (15.15 ora di Roma) Papa Francesco lo ha incontrato privatamente nel Salone Blu.

Al termine dell’incontro con il Primo Ministro, dopo la presentazione della famiglia e la consegna del dono del Trittico delle medaglie del Pontificato, il Presidente ad interim della Repubblica ha raggiunto il Papa e il Primo Ministro e insieme si sono recati nel Grande Salone per l’Incontro con le Autorità, i rappresentanti della Società Civile e i membri del Corpo Diplomatico.

Incontro con le Autorità, la Società Civile e il Corpo Diplomatico nel Palazzo Presidenziale

Alle ore 17.30 (15.30 ora di Roma) il Santo Padre Francesco ha incontrato le Autorità, i rappresentanti della Società Civile e i membri del Corpo Diplomatico nel Palazzo Presidenziale.

Dopo il saluto introduttivo del Presidente ad interim della Repubblica di Maurizio, Sig. Barlen Vyapoory, e il saluto del Primo Ministro, Sig. Pravind Kumar Jugnauth, il Papa ha pronunciato il suo discorso.

Al termine dell’incontro, il Presidente ad interim della Repubblica ha accompagnato il Santo Padre nel giardino del palazzo per benedire alcuni alberi. Quindi, prima di congedarsi dalle Autorità presenti e trasferirsi in auto all’Aeroporto di Port Louis per la Cerimonia di congedo da Maurizio, il Papa ha salutato alcuni leader religiosi presenti all’incontro.

Pubblichiamo di seguito il discorso che Papa Francesco ha pronunciato nel corso dell’Incontro con le Autorità, con la Società Civile e con il Corpo Diplomatico:

Discorso del Santo Padre

Signor Presidente,
Signor Primo Ministro,
Distinti Membri del Governo,
Distinti Membri del Corpo Diplomatico,
Signore e Signori, rappresentanti della società civile,
Rappresentanti delle diverse Confessioni religiose,
Signore e Signori,

Saluto cordialmente le Autorità dello Stato di Mauritius e le ringrazio per l’invito a visitare la vostra Repubblica. Ringrazio il Signor Presidente e il Signor Primo Ministro per le gentili parole che mi hanno appena rivolto, nonché per il loro benvenuto. Saluto i membri del Governo, della società civile e del Corpo Diplomatico. Desidero anche salutare e ringraziare fraternamente per la loro presenza oggi i rappresentanti di altre confessioni cristiane e delle diverse religioni presenti sull’Isola Mauritius.

Sono lieto, grazie a questa breve visita, di poter incontrare il vostro popolo, caratterizzato non solo da un volto multiforme sul piano culturale, etnico e religioso, ma soprattutto dalla bellezza che deriva dalla vostra capacità di riconoscere, rispettare e armonizzare le differenze in funzione di un progetto comune. Così è tutta la storia del vostro popolo, che è nato con l’arrivo di migranti venuti da diversi orizzonti e continenti, portando le loro tradizioni, la loro cultura e la loro religione, e che hanno imparato, a poco a poco, ad arricchirsi con le differenze degli altri e a trovare il modo di vivere insieme cercando di costruire una fraternità attenta al bene comune.

In questo senso avete una voce autorevole – perché fattasi vita –, in grado di ricordare che è possibile raggiungere una pace stabile a partire dalla convinzione che «la diversità è bella quando accetta di entrare costantemente in un processo di riconciliazione, fino a sigillare una specie di patto culturale che faccia emergere una “diversità riconciliata”» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 230). Questa è base e opportunità per la costruzione di una effettiva comunione all’interno della grande famiglia umana senza la necessità di emarginare, escludere o respingere.

Il DNA del vostro popolo conserva la memoria di quei movimenti migratori che hanno portato i vostri antenati su questa isola e che li hanno anche condotti ad aprirsi alle differenze per integrarle e promuoverle in vista del bene di tutti. Ecco perché vi incoraggio, nella fedeltà alle vostre radici, ad accettare la sfida dell’accoglienza e della protezione dei migranti che oggi vengono qui per trovare lavoro e, per molti di loro, migliori condizioni di vita per le loro famiglie. Abbiate a cuore di accoglierli come i vostri antenati hanno saputo accogliersi a vicenda, quali protagonisti e difensori di una vera cultura dell’incontro che consente ai migranti (e a tutti) di essere riconosciuti nella loro dignità e nei loro diritti.

Nella storia recente del vostro popolo, merita apprezzamento la tradizione democratica instaurata a partire dall’indipendenza e che contribuisce a fare dell’Isola Mauritius un’oasi di pace. Auspico che questo stile di vita democratica possa essere coltivato e sviluppato, combattendo in particolare contro ogni forma di discriminazione. Poiché «la vita politica autentica, che si fonda sul diritto e su un dialogo leale tra i soggetti, si rinnova con la convinzione che ogni donna, ogni uomo e ogni generazione racchiudono in sé una promessa che può sprigionare nuove energie relazionali, intellettuali, culturali e spirituali» (Messaggio per la 52ª Giornata Mondiale della Pace, 1° gennaio 2019). Voi che siete impegnati nella vita politica della Repubblica di Mauritius, possiate essere un esempio per coloro che contano su di voi, specialmente per i giovani. Col vostro comportamento e la volontà di combattere tutte le forme di corruzione, possiate manifestare il valore dell’impegno al servizio del bene comune ed essere sempre degni della fiducia dei vostri connazionali.

Dalla sua indipendenza, il vostro Paese ha registrato un forte sviluppo economico, del quale, senza dubbio, dobbiamo rallegrarci, rimanendo al tempo stesso vigilanti. Nel contesto attuale, spesso risulta che la crescita economica non vada sempre a vantaggio di tutti e che lasci da parte – per certe strategie della sua dinamica – un certo numero di persone, specialmente i giovani. Perciò vorrei incoraggiarvi a sviluppare una politica economica orientata alle persone e che sappia privilegiare una migliore distribuzione delle entrate, la creazione di opportunità di lavoro e una promozione integrale dei più poveri (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 204). Incoraggiarvi a non cedere alla tentazione di un modello economico idolatrico che ha bisogno di sacrificare vite umane sull’altare della speculazione e della mera redditività, che tiene conto solo del beneficio immediato a scapito della protezione dei più poveri, dell’ambiente e delle sue risorse. Si tratta di andare avanti con quell’atteggiamento costruttivo che, come ha scritto il Card. Piat in occasione del 50° anniversario dell’indipendenza di Mauritius, spinge a incentivare una conversione ecologica integrale. Tale conversione mira non solo a evitare terribili fenomeni climatici o grandi disastri naturali, ma cerca anche di promuovere un cambiamento negli stili di vita in modo che la crescita economica possa davvero giovare a tutti, senza correre il rischio di provocare catastrofi ecologiche o gravi crisi sociali.

Signore e Signori, desidero esprimere apprezzamento per il modo in cui a Mauritius le diverse religioni, con le loro rispettive identità, collaborano insieme per contribuire alla pace sociale e per ricordare il valore trascendente della vita contro ogni tipo di riduzionismo. E ribadisco la disponibilità dei cattolici di Mauritius di continuare a partecipare a questo fruttuoso dialogo che ha segnato così fortemente la storia del vostro popolo. Grazie per la vostra testimonianza.

Grazie ancora per la vostra calorosa accoglienza. Auspico di cuore che Dio benedica il vostro popolo e tutti gli sforzi che fate per favorire l’incontro tra culture, civiltà e tradizioni religiose diverse nella promozione di una società giusta, che non dimentica i suoi figli, specialmente quelli più bisognosi. Che il suo amore e la sua misericordia continuino ad accompagnarvi e proteggervi! Grazie tante per la vostra attenzione.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 9 settembre 2019