Udienza generale 24 novembre 2021

Giuseppe e lAngeloL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Prima dell’Udienza Generale, Papa Francesco si è recato in Basilica per salutare i partecipanti al Pellegrinaggio della Madonna della Medaglia Miracolosa promosso dalla Famiglia Vincenziana d’Italia, i pellegrini dell’Associazione Giovanni Paolo II di Bisceglie e i rappresentanti dell’Associazione Italiana Vittime della violenza.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il nuovo ciclo di catechesi su San Giuseppe, ha incentrato la sua riflessione sul tema: San Giuseppe nella storia della salvezza (cfr Lettura: Mt 1,12-16).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Mercoledì scorso abbiamo iniziato il ciclo di catechesi sulla figura di San Giuseppe – sta finendo l’anno a lui dedicato –. Oggi proseguiamo questo percorso soffermandoci sul suo ruolo nella storia della salvezza.

Gesù nei Vangeli è indicato come «figlio di Giuseppe» (Lc 3,23; 4,22; Gv 1,45; 6,42) e «figlio del carpentiere» (Mt 13,55; Mc 6,3). Gli Evangelisti Matteo e Luca, narrando l’infanzia di Gesù, danno spazio al ruolo di Giuseppe. Entrambi compongono una “genealogia”, per evidenziare la storicità di Gesù. Matteo, rivolgendosi soprattutto ai giudeo-cristiani, parte da Abramo per arrivare a Giuseppe, definito «lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù detto il Cristo» (1,16). Luca, invece, risale fino ad Adamo, iniziando direttamente da Gesù, che «era figlio di Giuseppe», ma precisa: «come si riteneva» tale (3,23). Dunque, ambedue gli Evangelisti presentano Giuseppe non come padre biologico, ma comunque come padre di Gesù a pieno titolo. Tramite lui, Gesù realizza ilcompimento della storia dell’alleanza e della salvezza intercorsa tra Dio e l’uomo. Per Matteo questa storia ha inizio con Abramo, per Luca con l’origine stessa dell’umanità, cioè con Adamo.

L’evangelista Matteo ci aiuta a comprendere che la figura di Giuseppe, seppur apparentemente marginale, discreta, in seconda linea, rappresenta invece un tassello centrale nella storia della salvezza. Giuseppe vive il suo protagonismo senza mai volersi impadronire della scena. Se ci pensiamo, «le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste […]. Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini, con gesti piccoli, con gesti quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera. Quante persone pregano, offrono e intercedono per il bene di tutti» (Lett. ap. Patris corde, 1). Così, tutti possono trovare in San Giuseppe, l’uomo che passa inosservato, l’uomo della presenza quotidiana, della presenza discreta e nascosta, un intercessore, un sostegno e una guida nei momenti di difficoltà. Egli ci ricorda che tutti coloro che stanno apparentemente nascosti o in “seconda linea” hanno un protagonismo senza pari nella storia della salvezza. Il mondo ha bisogno di questi uomini e di queste donne: uomini e donne in seconda linea, ma che sostengono lo sviluppo della nostra vita, di ognuno di noi, e che con la preghiera, con l’esempio, con l’insegnamento ci sostengono sulla strada della vita.

Nel Vangelo di Luca, Giuseppe appare come il custode di Gesù e di Maria. E per questo egli è anche «il Custode della Chiesa”: ma, se è stato il custode di Gesù e di Maria, lavora, adesso che sei nei cieli, e continua a fare il custode, in questo caso della Chiesa; perché la Chiesa è il prolungamento del Corpo di Cristo nella storia, e nello stesso tempo nella maternità della Chiesa è adombrata la maternità di Maria. Giuseppe, continuando a proteggere la Chiesa – per favore, non dimenticatevi di questo: oggi, Giuseppe protegge la Chiesa – e continuando a proteggere la Chiesa, continua a proteggere il Bambino e sua madre» (ibid., 5). Questo aspetto della custodia di Giuseppe è la grande risposta al racconto della Genesi. Quando Dio chiede conto a Caino della vita di Abele, egli risponde: «Sono forse io il custode di mio fratello?» (4,9). Giuseppe, con la sua vita, sembra volerci dire che siamo chiamati sempre a sentirci custodi dei nostri fratelli, custodi di chi ci è messo accanto, di chi il Signore ci affida attraverso tante circostanze della vita.

Una società come la nostra, che è stata definita “liquida”, perché sembra non avere consistenza. Io correggerò quel filosofo che ha coniato questa definizione e dirò: più che liquida, gassosa, una società propriamente gassosa. Questa società liquida, gassosa trova nella storia di Giuseppe un’indicazione ben precisa sull’importanza dei legami umani. Infatti, il Vangelo ci racconta la genealogia di Gesù, oltre che per una ragione teologica, per ricordare a ognuno di noi che la nostra vita è fatta di legami che ci precedono e ci accompagnano. Il Figlio di Dio, per venire al mondo, ha scelto la via dei legami, la via della storia: non è sceso nel mondo magicamente, no. Ha fatto la strada storica che facciamo tutti noi.

Cari fratelli e sorelle, penso a tante persone che fanno fatica a ritrovare dei legami significativi nella loro vita, e proprio per questo arrancano, si sentono soli, non hanno la forza e il coraggio per andare avanti. Vorrei concludere con una preghiera che aiuti loro e tutti noi a trovare in San Giuseppe un alleato, un amico e un sostegno.

San Giuseppe,
tu che hai custodito il legame con Maria e con Gesù,
aiutaci ad avere cura delle relazioni nella nostra vita.
Nessuno sperimenti quel senso di abbandono
che viene dalla solitudine.
Ognuno si riconcili con la propria storia,
con chi lo ha preceduto,
e riconosca anche negli errori commessi
un modo attraverso cui la Provvidenza si è fatta strada,
e il male non ha avuto l’ultima parola.
Mostrati amico per chi fa più fatica,
e come hai sorretto Maria e Gesù nei momenti difficili,
così sostieni anche noi nel nostro cammino. Amen.

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs nous poursuivons aujourd’hui notre parcours sur Saint Joseph en nous arrêtant sur son rôle dans l’histoire du salut. Même si les évangélistes ne présentent pas saint Joseph comme le père biologique de Jésus, il est pourtant son père à plein titre puisque c’est à travers lui, comme l’expliquent les généalogies, que Jésus entre dans l’histoire de l’alliance entre Dieu et les hommes. La figure discrète de saint Joseph, apparemment marginale, est cependant centrale dans l’histoire du salut. Assumant sa mission sans jamais se mettre au premier plan, il est le modèle de toutes ces personnes dont le monde a besoin, qui, par leur présence quotidienne et cachée, intercèdent et soutiennent les autres dans les moments difficiles. Saint Joseph apparaît aussi comme le gardien de Jésus et de Marie. C’est pourquoi il est aussi le gardien de l’Eglise qui est le prolongement du Corps du Christ dans l’histoire. Tous ceux qui peinent peuvent trouver en lui un ami et un soutien. Par son exemple, il nous invite à être nous aussi les gardiens de nos frères, de ceux que le Seigneur nous confie à travers les circonstances de la vie.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i fedeli di lingua francese, in particolare i pellegrini dalla Diocesi di Lione. Il Signore ha messo sulla nostra strada delle persone che soffrono, che si sentono sole o che hanno perso forza e coraggio. Dobbiamo saperle riconoscere e, con l’aiuto di San Giuseppe, diventare loro amici e loro sostegno nel cammino della vita.

Dio vi benedica !

Speaker:

Je salue cordialement les personnes de langue française, en particulier les pèlerins du Diocèse de Lyon. Le Seigneur a mis sur notre route des frères et sœurs qui souffrent, qui se sentent seules ou qui ont perdu force et courage. Sachons les reconnaître et que Saint Joseph nous aide à devenir leurs amis et leur soutien sur le chemin de vie. Que Dieu vous bénisse.

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In our continuing catechesis on Saint Joseph, we now consider his important role in salvation history. The genealogies in the Gospels of Matthew and Luke present Jesus as the “son of Joseph” (Lk 3:23), and affirm that, while not his biological father, Joseph nevertheless exercises a true fatherhood in his regard. Matthew shows that Joseph, though an apparently marginal figure, is in fact central to the unfolding of salvation history and the fulfilment of God’s promises. This reminds us that we too are called to play our own part, however small, in spreading the saving message of the Gospel. Luke portrays Joseph as the protector of Jesus and Mary. He likewise carries on this role as Protector of the Universal Church, the continuation of the Body of Christ in history. The genealogy of Joseph also reminds our often fractured world of the importance of the human ties that precede and follow us. As we seek to strengthen those ties, and protect our vulnerable brothers and sisters through fraternal works of charity, let us trust in Joseph’s prayers and imitate his humble and loyal role in God’s plan of salvation.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente i gruppi provenienti da Inghilterra e Stati Uniti d’America. In particolare saluto i sacerdoti di varie diocesi dell’Inghilterra e del Galles, che celebrano il loro 60° anniversario di ordinazione. Su ciascuno di voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace del Signore. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, especially the groups from England and the United States of America. In particular, I greet the priests from various dioceses of England and Wales who are celebrating their sixtieth anniversary of ordination. Upon all of you, and your families, I invoke the joy and peace of the Lord. May God bless you!

In lingua tedesca

Speaker:

Liebe Brüder und Schwestern, in der heutigen Katechese wollen wir die Rolle des heiligen Josef in der Heilsgeschichte in den Blick nehmen. Nach dem Lukasevangelium galt Jesus als Sohn Josefs (Lk 3,23). In diesem Sinne haben die Evangelisten Matthäus und Lukas den heiligen Josef auch in den Stammbaum des Herrn aufgenommen, der die Geschichtlichkeit Jesu hervorheben soll. Nach Matthäus war Josef der Mann Marias. Von ihr wurde Jesus geboren (Mt 1,16). Josef wird also nicht als biologischer Vater Jesu dargestellt, gleichwohl aber als sein vollberechtigter Ziehvater. Als solcher kommt ihm eine zentrale Aufgabe im Heilsplan zu, die er in bescheidener Zurückhaltung seiner Person treu und vollkommen erfüllt hat. So ist der heilige Josef Fürsprecher und Vorbild für all diejenigen, die im Alltag, oftmals von der Öffentlichkeit unbemerkt, aufopferungsvoll ihren Dienst für den Nächsten tun. Zugleich begegnet er uns im Evangelium als Beschützer Jesu und Marias, die er vor der Verfolgung des Herodes bewahrte. Diese seine Mission setzt der heilige Josef über die Zeiten als himmlischer Schutzpatron des mystischen Leibes Christi fort, der die Kirche ist.

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua tedesca. San Giuseppe ci aiuti a vivere in coerenza e gioia il nostro legame indelebile con Cristo e la sua Chiesa. Egli ci difenda sempre da ogni attacco del maligno.

Speaker:

Einen herzlichen Gruß richte ich an die Gläubigen deutscher Sprache. Der heilige Josef möge uns helfen, unsere unauslöschliche Verbindung mit Christus und seiner Kirche konsequent und freudig zu leben. Er möge uns immer gegen jeden Angriff des bösen Feindes verteidigen.

In lingua spagnola

Queridos hermanos y hermanas:

Proseguimos hoy con la segunda catequesis sobre san José, referida a su papel en la Historia de Salvación. Los evangelios, aun cuando dejan claro que José no es el padre biológico de Jesús, afirman que es su padre a pleno título. Su figura, a través de las dos genealogías que recogen los evangelistas Mateo y Lucas, evidencia cómo Jesús se hace presente en la historia, y de ese modo da cumplimiento a la alianza de Dios con el linaje de Abrahán y a la salvación de la humanidad.

Además de este valor teológico, José se muestra como esa presencia cotidiana, discreta, escondida que sostiene a Jesús y a María. En ambas imágenes, nos enseña que nuestras vidas, como la de Jesús, están sostenidas por personas comunes, que nos preceden y nos acompañan, esos “anónimos de la fe”, esas personas tejen con nosotros la historia de nuestra vida. Por esta razón, José no sólo es el “custodio” de la Sagrada Familia, sino que también es de la Iglesia, prolongación del Cuerpo de Cristo, y podemos encontrar en él el sostén, la intercesión y la guía en los momentos de dificultad.

Saludo cordialmente a los fieles de lengua española. Los animo a pedir con confianza a san José la capacidad de valorizar los vínculos de nuestra vida, valorizar a las personas comunes que nos acompañan y sostienen, para que nadie se sienta solo y abandonado y todos puedan reconciliarse con la propia historia viendo en ella la providencia de Dios pese a su debilidad. Que el Señor los bendiga. Muchas gracias.

In lingua portoghese

Speaker:

Os evangelistas apresentam José como pai de Jesus, a todos os títulos. S. Mateus ajuda-nos a compreender que a figura de José, apesar de permanecer em segundo plano, é central na história da salvação. Discreto e escondido, foi para a Sagrada Família homem sempre presente, sustentáculo seguro e guia sábio nos momentos de dificuldade. Um homem comum à semelhança de tantos pais e mães, avós e professores que passam despercebidos, mas são absolutamente necessários no mundo. No Evangelho de Lucas, José aparece como guarda de Jesus e de Maria. Sendo a Igreja o prolongamento na história do Corpo de Jesus, José continua a sua missão de protetor do Menino e sua Mãe, protegendo a Igreja Universal. Este dado da vida de José é a grande resposta à atitude insolente de Caim, quando Deus lhe pede contas pela vida de Abel: «Sou, porventura, guarda do meu irmão?», rebateu Caim. A figura de José diz que sim, que somos chamados a sentir-nos responsáveis pelos nossos irmãos, protetores de quem se encontra ao nosso lado e que o Senhor nos confia para criarmos laços entre nós. A genealogia de Jesus, há pouco escutada, recorda-nos que a vida é feita de relações humanas que nos precedem e acompanham. O Filho de Deus para vir ao mundo escolheu, precisamente, este caminho. Pensando em todos os que têm dificuldade em estabelecer vínculos e por isso vivem na solidão, rezo para que encontrem em São José um aliado, um amigo e um sustentáculo.

 

Santo Padre:

Saluto con affetto i fedeli di lingua portoghese. Domenica scorsa abbiamo vissuto la 36^ Giornata della Gioventù, tappa nel cammino che ci porterà a Lisbona nel 2023. In questo pellegrinaggio spirituale, lasciamoci affascinare dal cuore umile e disponibile verso gli altri di San Giuseppe. E sul suo esempio prendiamoci cura dei legami significativi della nostra vita. Su tutti scenda la Benedizione del Signore.

Saúdo afetuosamente os fiéis de língua portuguesa. No passado domingo, vivemos o trigésimo sexto Dia Mundial da Juventude, uma nova etapa no caminho que nos levará à Jornada Mundial da Juventude de 2023 em Lisboa. Nesta peregrinação espiritual, deixemo-nos fascinar pelo coração humilde e disponível de São José para com os outros. E seguindo o seu exemplo cuidemos das relações na nossa vida. Sobre todos desça a benção do Senhor.

In lingua araba

Speaker:

تَكَلَّمَ قَداسَةُ البابا اليَوْمَ علَى القِدِّيسِ يُوسُف وَدَوْرِهِ فِي تاريخِ الخَلاص، وَقال: بَدأَ الإنجِيلِيانِ متَى وَلُوقا كُلُّ واحِدٍ إنْجِيلَهُ بِلائِحَةِ نَسَبِ يَسُوع لِتَوْضِيحِ أَصْلِهِ وَرَوابِطِهِ مَعَ مَنْ سَبَقُوه. فَهُوَ ابْنُ يُوسُفَ زَوْجِ مَرْيَم. وَقَدَّمَ الإنْجِيلِيانِ يُوسُفَ لَيْسَ أبًا بَيُولُوجِيًّا لِيَسُوع، لَكِنَّهُ مَعَ ذَلِكَ أَبٌ كامِلٌ لَهُ. وَأَوْضَحَ لَنا مَتَى أَنَّ شَخْصِيَّةَ يُوسُف، علَى الرَّغْمِ مِنْ كَوْنِّها هامِشِيَّةً وَمَخْفِيَّةً وَكَمَنْ يَقِفُ في الخَطِ الثاني، إلَّا أنَّ شَخْصِيَتَهُ مَرْكَزِيَّةٌ في تاريخِ الخَلاص. فَقَدْ عاشَ يُوسُفُ دَوْرَهُ بِتَواضُع، وَلَمْ يُرِدْ قَطْ أنْ يَفْرِضَ نَفْسَهُ في أَحْداثِ تاريخِ الخَلاص. وَطَبَّقَ قَداسَتُهُ مَوْقِفَ القِدِّيسِ يُوسُف علَى عالِمِ اليَوْمِ فَقال: كَمْ يَحْتاجُ عالمُ اليَوْمِ إلى أَشْخاصٍ علَى مِثالِ القِدِّيسِ يُوسُف، يَعْمَلُونَ في الخَفاء، لَكِنَّهُم يَحْرِسُونَ وَيَحْمُونَ وَيَسْنِدُونَ حَقًّا. وَكانَ يُوسُفُ حارِسًا لِيَسُوعَ وَمَرْيَم. وَلِهذا السَبَبِ فَهُوَ أَيْضًا حارِسٌ لِلْكَنِيسَة، لأَنَّ الكَنِيسَةَ هِيَ امْتِدادٌ لِجَسَدِ المَسِيحِ في التارِيخ. وَقالَ قَداسَتُهُ: يُوسُف، مِنْ خِلالِ حَياتِهِ، يُريدُ أنْ يَقُولَ لَنا إِنَّنا مَدْعُوُّونَ دائِمًا لِنَشْعُرَ بأنَّنا حُرّاسٌ علَى إِخْوَتِنا وَعَلَى الذِينَ يَأْتَمِنُنا اللهُ عَلَيْهِم في ظُرُوفِ الحَياة. واخْتَتَمَ قَداسَةُ البابا تَعْلِيمَه وَقال: إنَّ حَياتَنا تَتَكَوَّنُ مِنْ رَوابِطَ تَسْبِقُنا وَتُرافِقُنا، وَنَحْنُ فِي أَمَسِّ الحاجَةِ إلى العَلاقَاتِ مَعَ غَيْرِنا لِنَخْرُجَ مِنْ وَحْدَتِنا. والقِدِّيسُ يُوسُف هُوَ في هذا أَيْضًا دَلِيلُنا وَشَفِيعُنا.

Santo Padre:

Saluto i fedeli di lingua araba. Chiediamo a San Giuseppe, che ha custodito il legame con Maria e con Gesù, di aiutarci ad avere cura delle relazioni nella nostra vita, affinché nessuno sperimenti quel senso di abbandono che viene dalla solitudine. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga ‎sempre da ogni male‎‎‎‏!

Speaker:

أُحَيِّي المُؤْمِنِينَ الناطِقِينَ باللُغَةِ العَرَبِيَّة. لِنَسْأَلِ القِدِّيسَ يُوسُف الذي حافَظَ علَى الرِّباطِ مَعَ مَرْيَمَ وَيَسُوع، أنْ يُساعِدَنا في الاهْتِمامِ بالعَلاقاتِ فِي حَياتِنا، حَتَى لا يَخْتَبِرَ أَحَدٌ الشُعُورَ بالتَّخَلِّي الذي يأتِي مِنَ العُزْلَة. بارَكَكُم الرَّبُّ جَميعًا وَحَماكُم دائِمًا مِنْ كُلِّ شَرّ!

In lingua polacca

Speaker:

Drodzy bracia i siostry, kontynuując cykl katechez poświęconych postaci św. Józefa, zastanówmy się dziś nad jego rolą w historii zbawienia.

Jezus jest określany w Ewangeliach jako „syn Józefa” (Łk 3,23; 4,22; J 1,45; 6,42) i „syn cieśli” (Mt 13,55; Mk 6,3). Ewangeliści Mateusz i Łukasz, nie przedstawiają Józefa jako ojca biologicznego, lecz jako pełnoprawnego ojca Jezusa.

Św. Mateusz pomaga nam zrozumieć, że postać Józefa, choć drugorzędna, stanowi jednak kluczowy element historii zbawienia. Józef przeżywa swoją rolę, nie dążąc do stania się postacią centralną. Poprzez jego codzienną i dyskretną obecność, każdy, zwłaszcza w chwilach trudnych, może odnaleźć w nim wsparcie i przewodnika. Świat potrzebuje takich osób, które będąc pozornie ukryte, mają niezrównany udział w historii zbawienia.

Natomiast św. Łukasz przedstawia Józefa jako opiekuna Jezusa i Maryi. Dlatego jest on także „Opiekunem Kościoła”, ponieważ Kościół jest kontynuacją Ciała Chrystusa w dziejach, a jednocześnie w macierzyństwie Kościoła ukryte jest macierzyństwo Maryi.

Przykład św. Józefa zachęca nas do tego, abyśmy czuli się opiekunami naszych braci i sióstr, tych wszystkich, których Pan powierza nam w różnych okolicznościach życia.

Drodzy bracia i siostry, myślę o osobach, które przeżywają trudności życiowe, czują się osamotnione, brakuje im siły i odwagi, aby iść naprzód. Chciałbym przypomnieć im, i nam wszystkim, że zawsze możemy znaleźć w św. Józefie sprzymierzeńca, przyjaciela i wsparcie.

Santo Padre:

Saluto cordialmente tutti i Polacchi.

Domenica prossima inizia il Tempo di Avvento, il quale per mezzo di diversi simboli ci prepara alla celebrazione del mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio e ci ricorda che la vita umana è un continuo rimanere in attesa.

La nostra vita diventa bella e felice quando attendiamo qualcuno di caro e importante.

Questo Avvento vi aiuti a trasformare la speranza nella certezza che Colui che aspettiamo ci ama e non ci abbandona mai.

Vi benedico di cuore!

Speaker:

Pozdrawiam serdecznie wszystkich Polaków.

W przyszłą niedzielę rozpoczyna się Okres Adwentu, który poprzez różne symbole przygotowuje nas do celebrowania tajemnicy Wcielenia Syna Bożego i przypomina nam, że życie ludzkie jest ciągłym oczekiwaniem.

Nasze życie staje się piękne i szczęśliwe, gdy czekamy na kogoś drogiego i ważnego dla nas.

Niech ten Adwent pomoże Wam przekształcić nadzieję w pewność, że Ten, na którego czekamy, kocha nas i nigdy nas nie opuszcza.

Z serca Wam błogosławię!

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare, saluto le Figlie della Misericordia del Terz’Ordine Regolare di San Francesco, riunite nel Capitolo Generale, e le esorto a proseguire con gioia la missione in fedeltà al carisma della fondatrice, la Beata Maria di Gesù Crocifisso. Saluto i sacerdoti ex alunni del Seminario Romano Maggiore, che celebrano il 25° anniversario di sacerdozio, incoraggiandoli ad essere generosi servitori del popolo santo di Dio – e andare avanti verso il 50°: coraggio, andare avanti!

Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, agli ammalati, ai giovani e agli sposi novelli. La prossima domenica segnerà l’inizio dell’Avvento, il periodo liturgico che precede e prepara la celebrazione del Santo Natale. Auguro a ciascuno di voi di aprire il cuore al Signore, per preparare la strada a Colui che viene a colmare con la luce della sua presenza ogni nostra umana debolezza.

A tutti voi la mia benedizione.

Saluto del Santo Padre ai gruppi riuniti in Basilica

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Sono lieto di accogliervi in questa Basilica e di rivolgere a ciascuno di voi il mio cordiale benvenuto.

Saluto la Famiglia Vincenziana di tutt’Italia che ha promosso il pellegrinaggio della Madonna della Medaglia Miracolosa in tutte le Regioni italiane, unitamente alle diocesi e alle parrocchie. In questi mesi di pandemia, la vostra missione ha portato speranza, facendo sperimentare a molti la misericordia di Dio. Penso, in particolare alle persone sole, agli ammalati negli ospedali, a quanti vivono nelle carceri, nei centri di accoglienza e nelle periferie esistenziali. Grazie, perché avete testimoniato lo stile della “Chiesa in uscita” che raggiunge tutti, a partire dagli esclusi e dagli emarginati. Continuate su questa strada e apritevi sempre più all’azione dello Spirito Santo, che infonde la forza per annunciare con audacia la novità del Vangelo.

Saluto i pellegrini dell’Associazione Giovanni Paolo II di Bisceglie. Cari amici, imitate l’esempio di questo Santo Pontefice e sforzatevi di comprendere e accogliere l’amore di Dio, sorgente e motivo della nostra vera gioia. In comunione con i vostri Pastori, annunciate Cristo con la vostra vita, in famiglia e in ogni ambiente.

Il mio saluto va infine all’Associazione Italiana Vittime della violenza. Cari fratelli e sorelle, vi ringrazio per l’opera di assistenza e di supporto a coloro che hanno subito maltrattamenti e vivono in situazione di angoscia e di disagio. È brutta la violenza, è brutta; è molto brutto l’atteggiamento violento. Con la vostra importante attività, voi contribuite a costruire una società più giusta e solidale. Il vostro esempio susciti in tutti un rinnovato impegno, affinché le vittime della violenza vengano protette e le loro sofferenze prese in considerazione e ascoltate.

E grazie a tutti voi per questa visita! Proprio in Basilica: questo è bello … Di cuore imparto a ciascuno la mia Benedizione, che estendo alle vostre famiglie e alle vostre comunità. Adesso vi invito a pregare insieme la Madonna, che è qui presente. Ave o Maria, …

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 24 novembre 2021