Udienza generale 12 febbraio 2020

Papa Aula Paolo VI udienza salutiL’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 9.15 nell’Aula Paolo VI dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.

Nel discorso in lingua italiana il Papa, continuando il nuovo ciclo di catechesi sulle Beatitudini, ha incentrato la sua meditazione sulla seconda Beatitudine: Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati (Mt 5,4). (Brano biblico: Dal Libro del Profeta Zaccaria 12, 10).

Dopo aver riassunto la Sua catechesi in diverse lingue, il Santo Padre ha indirizzato particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti. Quindi ha rivolto un invito alla preghiera per la drammatica situazione della Siria e per la popolazione cinese colpita dall’epidemia.

L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Catechesi del Santo Padre in lingua italiana

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Abbiamo intrapreso il viaggio nelle Beatitudini e oggi ci soffermiamo sulla seconda: Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.

Nella lingua greca in cui è scritto il Vangelo, questa beatitudine viene espressa con un verbo che non è al passivo – infatti i beati non subiscono questo pianto – ma all’attivo: “si affliggono”; piangono, ma da dentro. Si tratta di un atteggiamento che è diventato centrale nella spiritualità cristiana e che i padri del deserto, i primi monaci della storia, chiamavano “penthos”, cioè un dolore interiore che apre ad una relazione con il Signore e con il prossimo; a una rinnovata relazione con il Signore e con il prossimo.

Questo pianto, nelle Scritture, può avere due aspetti: il primo è per la morte o per la sofferenza di qualcuno. L’altro aspetto sono le lacrime per il peccato – per il proprio peccato-, quando il cuore sanguina per il dolore di avere offeso Dio e il prossimo. Si tratta quindi di voler bene all’altro in maniera tale da vincolarci a lui o lei fino a condividere il suo dolore. Ci sono persone che restano distanti, un passo indietro; invece è importante che gli altri facciano breccia nel nostro cuore.

Ho parlato spesso del dono delle lacrime, e di quanto sia prezioso.1 Si può amare in maniera fredda? Si può amare per funzione, per dovere? Certamente no. Ci sono degli afflitti da consolare, ma talvolta ci sono pure dei consolati da affliggere, da risvegliare, che hanno un cuore di pietra e hanno disimparato a piangere. C’è pure da risvegliare la gente che non sa commuoversi del dolore altrui.

Il lutto, ad esempio, è una strada amara, ma può essere utile per aprire gli occhi sulla vita e sul valore sacro e insostituibile di ogni persona, e in quel momento ci si rende conto di quanto sia breve il tempo.

Vi è un secondo significato di questa paradossale beatitudine: piangere per il peccato.

Qui bisogna distinguere: c’è chi si adira perché ha sbagliato. Ma questo è orgoglio. Invece c’è chi piange per il male fatto, per il bene omesso, per il tradimento del rapporto con Dio. Questo è il pianto per non aver amato, che sgorga dall’avere a cuore la vita altrui. Qui si piange perché non si corrisponde al Signore che ci vuole tanto bene, e ci rattrista il pensiero del bene non fatto; questo è il senso del peccato. Costoro dicono: “Ho ferito colui che amo”, e questo li addolora fino alle lacrime. Dio sia benedetto se arrivano queste lacrime!

Questo è il tema dei propri errori da affrontare, difficile ma vitale. Pensiamo al pianto di san Pietro, che lo porterà a un amore nuovo e molto più vero: è un pianto che purifica, che rinnova. Pietro guardò Gesù e pianse: il suo cuore è stato rinnovato. A differenza di Giuda, che non accettò di aver sbagliato e, poveretto, si suicidò. Capire il peccato è un dono di Dio, è un’opera dello Spirito Santo. Noi, da soli, non possiamo capire il peccato. È una grazia che dobbiamo chiedere. Signore, che io capisca il male che ho fatto o che posso fare. Questo è un dono molto grande e dopo aver capito questo, viene il pianto del pentimento.

Uno dei primi monaci, Efrem il Siro dice che un viso lavato dalle lacrime è indicibilmente bello (cfr Discorso ascetico). La bellezza del pentimento, la bellezza del pianto, la bellezza della contrizione! Come sempre la vita cristiana ha nella misericordia la sua espressione migliore. Saggio e beato è colui che accoglie il dolore legato all’amore, perché riceverà la consolazione dello Spirito Santo che è la tenerezza di Dio che perdona e corregge. Dio sempre perdona: non dimentichiamoci di questo. Dio sempre perdona, anche i peccati più brutti, sempre. Il problema è in noi, che ci stanchiamo di chiedere perdono, ci chiudiamo in noi stessi e non chiediamo il perdono. Questo è il problema; ma Lui è lì per perdonare.

Se teniamo sempre presente che Dio «non ci tratta secondo i nostri peccati e non ci ripaga secondo le nostre colpe» (Sal 103,10), viviamo nella misericordia e nella compassione, e appare in noi l’amore. Che il Signore ci conceda di amare in abbondanza, di amare con il sorriso, con la vicinanza, con il servizio e anche con il pianto.

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[1] Cfr Esort. ap. postsin. Christus vivit, 76; Discorso ai giovani dell’Università S. Tomas, Manila, 18 gennaio 2015; Omelia nel Mercoledì delle Ceneri, 18 febbraio 2015.

 

Sintesi della catechesi e saluti nelle diverse lingue

In lingua francese

Speaker:

Frères et sœurs, dans notre parcours avec les Béatitudes, nous méditons aujourd’hui sur la deuxième: Heureux ceux qui pleurent, car ils seront consolés. Il s’agit d’une attitude centrale dans la spiritualité chrétienne que les Pères du désert appelaient la douleur intérieure qui ouvre à une relation vraie avec le Seigneur et avec le prochain. Dans les Saintes Ecritures, les pleurs peuvent avoir deux significations. D’une part, les pleurs peuvent être dus à la mort ou à la souffrance de quelqu’un. En effet, le deuil est un chemin d’amertume, mais utile pour ouvrir les yeux sur la vie et sur la valeur sacrée et irremplaçable de toute personne. D’autre part, les pleurs sont le signe du mal commis, du bien non fait et de la trahison de la relation avec Dieu. C’est le thème difficile, mais vital des erreurs personnelles à affronter. Nous pensons aux pleurs de saint Pierre qui le conduisent à un amour nouveau et authentique. Comprendre donc le péché est un don de Dieu, c’est une œuvre de l’Esprit Saint. Ainsi, la vie chrétienne trouve sa meilleure expression dans la miséricorde.

Santo-Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese, i gruppi provenienti dalla Francia, in particolare la cappellania diocesana di Auch, accompagnati da S.E. Mons. Maurice Gardès, e i giovani di Marsiglia. Saggio e benedetto è colui che accetta il dolore legato all'amore, perché riceverà il Consolatore, cioè lo Spirito Santo, tenerezza di Dio che perdona e corregge. Possa il Signore rendervi uomini e donne di misericordia e compassione, aperti all’amore generoso. Dio vi benedica!

Speaker:

Je salue cordialement les pèlerins de langue française, les groupes venus de France, particulièrement l’aumônerie diocésaine d’Auch, accompagnée par S.E. Monseigneur Maurice Gardès et les jeunes venus de Marseille. Sage et bienheureux est celui qui accueille la douleur liée à l’amour car il recevra le Consolateur, c’est-à-dire l’Esprit Saint, tendresse de Dieu qui pardonne et corrige. Que le Seigneur fasse de nous des hommes et des femmes de miséricorde et de compassion ouverts à un amour généreux. Que Dieu vous bénisse!

 

In lingua inglese

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In our continuing catechesis on the Beatitudes, we now turn to the second proclamation: “Blessed are those who mourn, for they shall be comforted” (Mt 5:4). Such mourning – described by the desert Fathers with the Greek word “penthos” – is more than mere grief: it is an interior sorrow that can open us to an authentic relationship with the Lord and with each other. The Bible speaks of two types of such sorrow. The first is the pain we feel when faced with the suffering or death of our brothers and sisters. The second involves mourning for sin. Both are grounded in loving concern for others, but above all in love for God. Sorrow for sin – as seen in Saint Peter’s tears after his betrayal of Jesus – comes as a gift of the Holy Spirit the Comforter. Let us continually ask for the grace to grieve for our sins and to be open to the healing grace of the Spirit, so that we can comfort others with the same consolation that we ourselves have received.

Santo Padre:

Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente i gruppi provenienti da Inghilterra, Irlanda, Giappone e Stati Uniti d’America. Su di voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace del Signore Gesù Cristo. Dio vi benedica!

Speaker:

I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, especially the groups from England, Ireland, Japan and the United States of America. Upon all of you and your families, I invoke the joy and peace of our Lord Jesus Christ. May God bless you!

 

In lingua tedesca

Speaker:

Heute betrachten wir die zweite der Acht Seligpreisungen: Selig die Trauernden, denn sie werden getröstet werden (Mt 5,4). Die Trauer hat in der Heiligen Schrift eine doppelte Bedeutung. Man trauert, weil einem das Leid und der Tod eines lieben Menschen nahegehen oder man beweint die eigenen Sünden, durch die man Gott und dem Nächsten wehgetan hat. Beiden Aspekten ist gemeinsam, dass die Tränen ein Ausdruck der Liebe sind. Solche Trauer hilft uns dabei, den unersetzlichen Wert und die heilige Würde eines jeden Menschen zu erkennen. Auch die Trauer angesichts der eigenen Sünde, darüber, dass man Böses getan und Gutes unterlassen hat, dass man seine Beziehung zu Gott verraten und zu wenig geliebt hat, ist ein Geschenk Gottes, und die Erkenntnis der eigenen Sünden ist ein Werk des Heiligen Geistes. Denken wir an den heiligen Petrus, wie er weinte, als er erkannte, dass er den Herrn verraten hatte. Aufgrund eben dieser Tränen durfte er in der Liebe reifen. Ephrem der Syrer schrieb einmal, dass ein von Tränen gereinigtes Gesicht unsagbar schön sei. Ja, weise und seligzupreisen ist derjenige, der aus Liebe trauert, denn er wird den Beistand des Heiligen Geistes erfahren, jene Zärtlichkeit Gottes, die vergibt und alles zum Guten führt.

Santo Padre:

Saluto cordialmente i pellegrini di lingua tedesca, in particolare gli alunni del Seminario Vescovile di Fulda. Stiamo al fianco di chi è in lutto con il messaggio confortante della fede. Chiediamo anche la dolorosa, ma salutare, conoscenza dei nostri peccati, la consolazione e la gioia del perdono.

Speaker:

Herzlich grüße ich die Pilger deutscher Sprache, insbesondere die Seminaristen des Bischöflichen Priesterseminars Fulda. Lasst uns den Trauernden beistehen mit der tröstlichen Botschaft des Glaubens. Bitten wir auch um die schmerzhafte aber heilsame Erkenntnis unserer Sünden und um den Trost und die Freude der Vergebung!

 

In lingua spagnola

En nuestra reflexión sobre las bienaventuranzas, hoy consideramos la segunda: «Bienaventurados los que lloran, porque serán consolados», que nos indica una actitud fundamental en la espiritualidad cristiana: el dolor interior que nos abre a una relación nueva con el Señor y con el prójimo.

Según las Sagradas Escrituras, este llanto tiene dos aspectos. El primero es la aflicción causada por la muerte o el sufrimiento de alguien a quien amamos. El segundo es un llanto por el dolor de nuestros pecados, provocado por haber ofendido a Dios y al prójimo.

El primer significado se refiere al luto, que siempre es amargo, doloroso, y que paradójicamente puede ayudarnos a tomar conciencia de la vida, del valor sagrado e insustituible de toda persona y de la brevedad del tiempo. El segundo sentido indica el llanto por el mal que hemos ocasionado, por el mal que yo hice, por el bien que no hice y por la deslealtad a la relación con Dios y con los demás; es un llanto por no haber correspondido al amor incondicional del Señor hacia nosotros, por no haber correspondido al bien que no quisimos hacer, por no haber querido a los demás. El dolor por haber ofendido y herido a quien amamos es lo que llamamos el sentido del pecado, que es don Dios y obra del Espíritu Santo.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española venidos de España y de Latinoamérica —chilenos, peruanos, mexicanos, argentinos—. Pidamos al Señor que nos conceda el don de las lágrimas por nuestra falta de amor a Dios y al prójimo, y que por su compasión y misericordia nos permita amar a nuestros hermanos y dejar que entren en nuestro corazón. Que Dios los bendiga.

 

In lingua portoghese

Speaker:

«Felizes os que choram, porque serão consolados». Irmãos e irmãs, como é precioso o dom das lágrimas! Há pessoas aflitas que precisam de consolação; mas existem também pessoas regaladas, consoladas que precisam de ser despertas, desinquietadas, afligidas: têm um coração de pedra, já não sabem chorar. Mantêm os outros à larga; ora, é importante deixar os outros abrirem brecha no meu coração. A segunda Bem-aventurança, sobre a qual nos debruçamos hoje, fala sobretudo de um sofrimento, um pesar, uma tristeza interior que abre para uma relação autêntica com o próximo e com o Senhor. Trata-se de querer bem ao outro, de amá-lo, solidarizando-me com ele até ao ponto de partilhar o seu sofrimento: sofro por uma pessoa querida, seja porque está mal ou já não se encontra junto de mim, seja porque a fiz sofrer precisamente eu que sou seu amigo. Este é um sentido das lágrimas suposto nesta Bem-aventurança; mas há um segundo sentido: chorar pelo meu pecado, lamentar os meus erros. Pensemos no pranto do apóstolo Pedro por ter renegado o Mestre, ou na multidão de pessoas que, escutando Pedro no dia de Pentecostes, «ficaram emocionadas até ao fundo do coração». Chora-se pelo mal feito ou pelo bem omitido, e por ter traído a relação com Deus. Entristece-nos o pensamento do bem que deixamos de fazer. Chora-se por não ter correspondido ao Senhor que tanto nos ama. Aqui está o sentido do pecado: «feri a Quem me ama», e isto entristece-me até às lágrimas. Dizia Efrém, o Siro, que um rosto lavado com as lágrimas é um rosto inefavelmente belo. É verdade! Feliz a pessoa que acolhe o sofrimento que nasce do amor, porque receberá o Consolador, o Espírito Santo que é a ternura de Deus que perdoa e corrige.

Santo Padre: Nota: sempre com tamanho 15

Nel salutare cordialmente tutti i pellegrini di lingua portoghese, faccio menzione particolare dei gruppi brasiliani di Divinópolis e Porto Alegre. Possa la Vergine Santa accompagnarvi sempre e sostenervi nella crescita cristiana lungo il cammino della vita, custodendo, voi e tutti coloro che vi sono cari, nella perenne amicizia di Dio. Su di voi e sulle vostre famiglie scenda la benedizione del Signore. Grazie.

Speaker:

Ao saudar cordialmente todos os peregrinos de língua portuguesa, faço menção especial dos grupos brasileiros de Divinópolis e Porto Alegre. Que a Virgem Santa sempre vos acompanhe e ampare no crescimento cristão ao longo do caminho da vida, conservando, a vós e a quantos vos são queridos, na perene amizade de Deus. Sobre vós e vossas famílias desça a bênção do Senhor. Obrigado.

 

In lingua araba

Speaker:

في إطارِ تعاليمِهِ حوْلَ التطويبات التي يرويها إنجيلُ القديس متى، توَقَّفَ قداسة البابا اليَومَ عند التطويبة الثانية: "طوبى لِلْمَحزُونين،

فإِنَّهم يُعَزَّون"، موضحًا أنه قد يكون لهذا الحزن أو البكاء سببان: الأوّل لموت شخص عزيز علينا أو لمعاناته؛ السبب الثاني، هو الخطيئة. وشرح قداسته أن البكاء بسبب الخطيئة هو بكاء ينبع من شر صنعناه أو خير أهملناه، أو لعدم أمانتنا في علاقتنا مع الله. ودعانا قداسته إلى أن نتأمل في بكاء القديس بطرس، الذي قاده إلى حب جديد صادق، على عكس بكاء يهوذا، الذي لم يقبل نفسه خاطئًا فانتحر. وأكد البابا إن إدراك فحاشة الخطيئة والبكاء عليها هو نعمة من الله، وهو عمل الروح القدس، لأن أجمل تعبير للحياة المسيحية هي الرحمة، ولأن الحكيم هو مَن يقبل الألم المرتبط بالحب، لأن معه سيستقبل الروح القدس المعزي: حنان الله الذي يغفر ويصلح. ودعانا قداسته لأن نتذكر دائمًا أن الله لا يعملنا بحَسَبِ خَطايانا ولا يكافئنا بحَسَبِ آثامِنا، وأنه يدعونا لعيش الرحمة والشفقة مع الآخرين، لنختبر وفرة محبته

Santo Padre:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua araba, in particolare a quelli provenienti dalla Terra Santa, dalla Giordania e dal Medio Oriente. Chi crede in Dio non si lascia soffocare dal suo pianto, qualunque ne sia la ragione. Ma, lo vince con la forza dello Spirito Santo e lo trasforma in una vita nuova, per sé e per gli altri. Il Signore vi benedica e vi protegga ‎sempre dal‎ maligno‎‎‎‏!

Speaker:

أُرحّبُ بالحجّاجِ الناطقينَ باللغةِ العربية، وخاصةً القادمينَ من الأراضي المقدسة، ومن الأردن ومن الشرق الأوسط. إن من يؤمن بالله لا يسمح لحزنه بأن يخنقه، أيًّا كان سببه. بل يتغلّب عليه بقوّة الروح القدس، ويحوِّله، لنفسه وللآخرين، إلى حياة جديدة. ليبارككم الرب جميعا ويحرسكم دائما من الشرير!

 

In lingua polacca

Speaker:

Podjęliśmy drogę Błogosławieństw i dzisiaj skupiamy się na drugim z nich: Błogosławieni, którzy się smucą, albowiem oni będą pocieszeni. Chodzi o postawę, która stała się centralną dla duchowości chrześcijańskiej i którą ojcowie pustyni nazywali „penthos”, to znaczy wewnętrzny ból, który otwiera na autentyczną relację z Panem i bliźnim. W Piśmie św. ten smutek przejawia się wpierw z powodu czyjejś śmierci lub cierpienia. Ktoś jest nam drogi i cierpimy, gdy go tracimy lub źle się czuje, czy też dlatego, że to my sprawiliśmy mu cierpienie. Taki smutek jest drogą gorzką, ale może być użyteczny, bo otwiera oczy na życie oraz na świętą i niezbywalną wartość każdej osoby, a wtedy zdajemy sobie sprawę, jak krótki jest czas. Jest także drugie znaczenie tego paradoksalnego błogosławieństwa: płakać z powodu grzechu, z powodu popełnionego zła, pominiętego dobra i zdrady relacji z Bogiem. Płaczemy, ponieważ nie odpowiadamy na miłość Pana i zasmuca nas myśl o dobru, którego nie uczyniliśmy. To jest właściwe poczucie grzechu: „Zraniłem tego, którego miłuję”. Jest to temat własnych błędów, z którymi trzeba się zmierzyć, trudny, ale istotny. Pomyślmy o płaczu św. Piotra, który doprowadził go do nowej i znacznie prawdziwszej miłości, w przeciwieństwie do Judasza, który nie uznał, że pobłądził i popełnił samobójstwo. Smutek z powodu grzechu jest darem od Boga, jest dziełem Ducha Świętego. Mądry i błogosławiony jest ten, kto przyjmuje ból związany z miłością, ponieważ otrzyma Pocieszyciela, Ducha Świętego, który jest czułością przebaczającego Boga.

Santo Padre:

Do il cordiale benvenuto ai pellegrini polacchi. Cari fratelli e sorelle, ieri abbiamo vissuto la Giornata Mondiale del Malato. A causa della malattia, sono tanti nella nostra società, nel mondo e nelle nostre famiglie i sofferenti. Il Signore gli dia la forza, la pazienza e la grazia di guarigione. E noi ricordiamoci sempre di loro e accompagniamoli con la preghiera, con la vicinanza e con i gesti concreti dell’amore compassionevole e tenero. Il Signore vi benedica! Sia lodato Gesù Cristo!

Speaker:

Serdecznie witam polskich pielgrzymów. Drodzy bracia i siostry, wczoraj przeżywaliśmy Świtowy Dzień Chorego. Wielu jest cierpiących z powodu choroby w naszych rodzinach, w naszym społeczeństwie i na świecie. Niech Pan da im siły, cierpliwość i łaskę uzdrowienia. A my zawsze pamiętajmy o nich i towarzyszmy im z modlitwą, z bliskością i konkretnymi gestami współczującej i czułej miłości. Niech Pan wam błogosławi! Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus!

 

In lingua italiana

Rivolgo un cordiale benvenuto ai fedeli di lingua italiana. In particolare, saluto i partecipanti al pellegrinaggio dei devoti del Santuario della Santa Casa di Loreto, con l’Arcivescovo Mons. Fabio Dal Cin; e quelli dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie - sono rumorosi questi! Sono entusiasti! - e della Coldiretti di San Ferdinando di Puglia, accompagnati dall’Arcivescovo, Mons. Leonardo D’Ascenzo. Saluto inoltre i gruppi parrocchiali e gli Istituti scolastici.

Saluto infine i giovani, gli anziani, gli ammalati e gli sposi novelli. Il Signore vi sorregga sempre con la sua grazia, affinché possiate essere costanti nella speranza, affidandovi ogni giorno alla provvidenza di Dio.

 

Appelli del Santo Padre

Io vorrei che in questo momento tutti pregassimo per l’amata e martoriata Siria. Tante famiglie, tanti anziani, bambini, devono fuggire dalla guerra. La Siria sanguina da anni. Preghiamo per la Siria.

Anche una preghiera per i nostri fratelli cinesi che soffrono questa malattia così crudele. Che trovino la strada della guarigione il più presto possibile.

© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 12 febbraio 2020


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