Messaggio del dicastero dei migranti per la Domenica del mare
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I marittimi navigano da un porto all’altro, il “perimetro della nave rappresenta il limite del loro mondo” e lavorano con persone di nazionalità e religioni differenti. La solitudine è una “compagna costante” e le ingiustizie sono frequenti: “Gli equipaggi sono spesso abbandonati in porti stranieri, gli attacchi dei pirati avvengono sempre più spesso e, quando accade un incidente, la criminalizzazione e la detenzione ingiustificata sono, a volte, il prezzo che devono pagare”. Il progresso tecnologico – si sottolinea nel messaggio – ha apportato “numerosi cambiamenti”, ma poco è cambiato per quanto riguarda le necessità umane di marittimi e pescatori. Si tratta di necessità semplici come “un’accoglienza calorosa in un Paese straniero, un mezzo di trasporto in città, un telefono o un computer per comunicare con i propri cari, un sacerdote per celebrare la Santa Messa, un amico per ascoltare le loro storie e problemi, un volontario o un agente pastorale per visitarli in ospedale o in prigione”.
L’Apostolato del Mare fu fondato da un manipolo di persone generose, a Glasgow, il 4 ottobre del 1920 per dare assistenza spirituale e materiale ai marittimi cattolici e provvedere ai loro bisogni. Da allora, si è sviluppato al di là di ogni previsione, ma l’assistenza pastorale, in particolare con le visite a bordo delle navi, “resta la preoccupazione principale come lo era all’origine di questo Apostolato”. In numerosi porti – si legge inoltre nel messaggio – “cappellani e volontari visitano centinaia di navi e accolgono migliaia di marittimi di ogni religione e nazionalità”, offrendo un "porto sicuro" in tempi di crisi e anche, cosa non meno importante, contribuendo a mantenere l’apertura ai valori trascendentali nella loro vita. Nel ricordare il suo 90.mo anniversario di fondazione e nel celebrare l’Anno del Marittimo, l’Apostolato del Mare rivolge infine “un appello a tutti gli Stati affinché ratifichino quanto prima la Convenzione sul Lavoro Marittimo del 2006, strumento fondamentale per migliorare le condizioni di lavoro e di vita dei marittimi”.
© Radio Vaticana - 25 giugno 2010