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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico

bagnasco-cardinal-1Arcidiocesi di Genova
Domenica delle Palme, 17.4.2011

omelia del Card. Bagnasco


Carissimi Fratelli e Sorelle nel Signore

siamo davanti alla grande porta della Settimana Santa, cuore dell’Anno liturgico. Essa ci fa rivivere il mistero della nostra salvezza, il nucleo della fede: il cenacolo dell’Eucaristia e del Sacerdozio, il Calvario e la croce, la risurrezione di Gesù, ci stanno davanti non come dei ricordi lontani, ma come delle realtà presenti, delle grandi stanze che ci invitano ad entrare per rivivere con Lui, il divin Salvatore, ciò che Egli ha vissuto per noi, per mostrarci il suo amore di misericordia e di perdono, per liberarci dalla schiavitù del peccato e così restituirci alla paternità di Dio.
          Siamo chiamati a farci protagonisti anche noi del dramma di Cristo non come spettatori distratti e superficiali, ma  veramente partecipi dei sentimenti di coloro che storicamente Lo hanno visto, udito, toccato, decidendo ogni volta da che parte stare: se con la folla vociante e volubile, con coloro che chiudevano gli occhi alla Luce, con altri che si ritiravano nella paura e nel tradimento, o nella incredulità dubbiosa e a volte ostinata. Oppure, se vogliamo porci dalla parte dei poveri che sentivano il bisogno di essere salvati non tanto da nemici esterni, ma dalle ombre dei propri egoismi e chiusure, dal peso della propria indegnità davanti  al dono dell’amore.
        Ben sappiamo che questa distinzione netta è quasi impossibile, perché nel profondo di ciascuno si alternano aperture e ripiegamenti, slanci e cadute, fedeltà e tradimenti, si e no! Proprio per questo dobbiamo essere umili come Gesù che si presenta disarmato, dobbiamo lasciar cadere le nostre ridicole e pericolose presunzioni. Proprio per questo dobbiamo essere decisi  fino alle lacrime, e   lasciarci condurre, di giorno in giorno, dal fascino misterioso e reale della sacra Liturgia. Allora, il Signore ci prenderà per mano, e ci porterà dentro ai suoi misteri: ci terrà accanto a Lui in Gerusalemme, nel Cenacolo, sulla via del Calvario, sul trono della Croce, nel silenzio della tomba, nell’aurora della Pasqua di risurrezione. E, tenendoci stretti a Lui, non avremo paura né della vita né della morte, né di noi stessi né degli altri; capiremo con l’intelligenza della fede che ogni momento della vicenda di Cristo redime ciascuna delle nostre vicende personali, le libera dalle meschinità morali, dalle chiusure ricorrenti, e le indirizza verso un destino di luce e di vita piena. Tocca a noi, a ciascuno di noi, tendere la mano come l’apostolo Pietro sul mare impetuoso di Galilea: incontreremo la Sua, sempre pronta ad incrociare la nostra. Sì, varcata la soglia della grande Settimana, dobbiamo decidere di fare questo semplice, piccolo gesto: stendere la mano per incontrare quella di Gesù Salvatore.


                                                                                                  Angelo Card. Bagnasco
                                                                                       Arcivescovo Metropolita di Genova

 

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