Milano, 6. Ripensare e rilanciare quell'esperienza educativa che, anche
con il fondamentale contributo dei consacrati, ha nei secoli segnato in
profondità la storia sociale, culturale e religiosa dell'Italia. È
questo l'invito che il cardinale arcivescovo di Genova, presidente
della Conferenza episcopale italiana (Cei), Angelo Bagnasco, ha rivolto
a conclusione dei lavori dell'assemblea della Conferenza italiana
superiori maggiori (Cism). In particolare, la scuola e l'oratorio sono
i due ambienti formativi su cui occorre concentrare maggiori
attenzioni, "due luoghi che chiedono di essere ripensati per la loro
imprenscindibilità oggi ancora più necessaria". Con una avvertenza.
"L'alleanza educativa tra la Chiesa e le più diverse agenzie sociali
non è pensabile senza aver prima assicurato una più stretta sinergia
all'interno dello stesso mondo cattolico tra i religiosi e le Chiese
locali". Evitando cioè "compartimenti stagni" ed aprendosi, invece, a
una "più stretta collaborazione" nell'affrontare anche le difficoltà
derivanti dalla crisi delle vocazioni che, insieme a problemi d'ordine
economico e culturale, spingono con una certa frequenza a
ridimensionare la presenza di opere educativa come scuole, oratori e
centri giovanili.
Richiamando i ripetuti interventi di Benedetto XVI e i recenti Orientamenti pastorali
della Cei sulla questione educativa, Bagnasco ha ribadito che al fondo
di tutto sta l'impegno nel "risvegliare la domanda e ancor più il
desiderio di Dio". Nel suo intervento incentrato sul contributo degli
istituti religiosi alla programmazione pastorale della Cei, il
presidente dell'episcopato si è inizialmente soffermato sul "nodo
culturale e spirituale" che oggi influenza l'opera educativa al punto
da farla apparire "una sfida persa in partenza". In primo luogo, "un
falso concetto dell'autonomia dell'uomo", che poi si traduce in
atteggiamenti segnati dallo "scetticismo" e dal "relativismo". In
questo senso, per Bagnasco "l'educazione è una urgenza, ma anche una
sfida che esige di essere raccolta". E, ciò che è più necessario "è
congedarsi definitivamente da quell'atmosfera diffusa, frutto di una
mentalità e di una cultura precise, che portano a dubitare del valore
della persona umana, del significato stesso della verità e del bene, in
ultima analisi della bontà della vita".
Per Bagnasco, "guai a cedere al virus
della sfiducia". Infatti, "non è con i sogni declamati che si
costruisce una società nuova e migliore, né con le requisitorie
saccenti o le suggestioni vaghe quanto utopiche, ma con i percorsi
educativi, con la serietà e l'assiduità delle proposte, con la
testimonianza dei maestri, con la severità e lo sforzo diuturno che è
proprio di ogni conquista". Allo stesso modo, anche "la vaghezza
dell'impegno morale, la fragilità o la banalità di troppe proposte
pseudo-educative certamente non permettono quell'urgente e positivo
impegno dell'educazione che, quando viene meno, porta anche alla
disaffezione verso la comunità e alle appartenenze deboli che ne
derivano".
In un simile contesto s'inserisce l'invito a ripensare e
rilanciare, l'oratorio e la scuola, due ambiti tradizionalmente segnati
dalla presenza dei religiosi. Per quanto riguarda l'oratorio, esso è
una valida risposta "alla deriva giovanile" a patto di non farne
"un'isola felice" estranea al contesto sociale. Occorre pertanto
curarne anche "l'apertura sociale" che è "la parte mancante dell'humus
culturale in cui si è immersi".
Quanto alla scuola, e in particolare alla scuola cattolica,
Bagnasco ha parlato di "passione educativa come forma vocazionale e
come risposta storica all'unico vero Maestro, Cristo". Tenendo fede a
tale vocazione, "le scuole cattoliche potranno essere spazi educativi
paradigmatici per la Chiesa e la stessa società civile, punti luminosi
di riferimento nel deserto del non senso e nella proliferazione di
proposte di basso profilo, senza contrapporsi alla scuola statale, ma
costituendo una legittima alternativa che chiama in causa il diritto
alla libertà di educazione".
(©L'Osservatore Romano - 7 novembre 2010)
Ripensare e rilanciare scuole cattoliche e oratori
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