La carità richiede formazioneA cura di P. Pietro Messa, ofm
Le diocesi dell'Umbria si sono riunite in una assemblea ecclesiale regionale nei giorni 18 e 19 ottobre 2019. Intervenendo a tale convocazione monsignor Franco Giulio Brambilla ha fatto la relazione "Chiesa di pietre vive" di cui si riporta sotto un brano significativo.
Gesù ci dà alcune regole per la missione. In genere, oggi vi sono alcune persone che enfatizzano un aspetto di queste polarità: l’errore non sta nel sottolineare o privilegiare un aspetto,ma nel viverlo in modo unilaterale. Vi sono alcuni che si spendono solo per la carità. È importante la carità? Assolutamente sì, ma non basta. Perché la carità non deve solo rispondere ai bisogni dei poveri, non deve solo trattare con dignità i bisognosi, ma deve liberarli dal bisogno, deve farli diventare liberi e responsabili. Per questo la carità ha bisogno di molta formazione, esige di far crescere il povero nella coscienza della responsabilità.
Ho fatto solo un esempio a riguardo del rapporto tra carità e formazione. Ma potremmo approfondire anche le altre polarità: ci sono persone molto brave nell’ascolto, ma deboli nella proposta, ci sono persone facili nella prossimità, ma deboli nell’annuncio, vi sono persone molto brave nella consolazione, ma deboli nel progetto. Solo mantenendo la polarità tra queste coppie, si costruisce e si promuove la vita. La vita si genera sempre in modo polare: se vince solo un polo, alla fine la vita muore. Gesù ci insegna a restare nelle tensioni positive della vita, che sono i gesti fondamentali della nostra testimonianza. La relazione completa può essere letta in http://www.chiesainumbria.it/chiesa-di-pietre-vive-relazione-mons-franco-giulio-brambilla/