Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico

umberto galimbertiQualche tempo fa ho avuto modo di denunciare un fenomeno che ritengo intellettualmente disonesto: quello di illustri scienziati, filosofi o divulgatori che parlano in pubblico del cristianesimo con una sicurezza inversamente proporzionale alla loro conoscenza delle fonti. Non si chiede ovviamente a nessuno di credere. Si chiede però una cosa molto più semplice e, a mio avviso, doverosa: studiare prima di giudicare.

Oggi mi trovo a dover applicare lo stesso metro a un caso che mi pare ancora più istruttivo di quello di Margherita Hack, che già ebbi modo di commentare. Si tratta del filosofo e psicoanalista Umberto Galimberti, il quale ha pubblicato di recente un libro intitolato Le parole di Gesù (Feltrinelli, Milano 2023) e lo ha presentato in giro con dichiarazioni che meritano un esame attento. Non perché io voglia difendere il cristianesimo da ogni critica – al contrario, ho sempre sostenuto che la scienza e la filosofia hanno il diritto e il dovere di metterlo alla prova – ma perché la critica, per essere onesta, deve essere informata.

Galimberti, in una di queste apparizioni pubbliche, ha affermato testualmente:

Ma dovevo essere io, che non sono cristiano, a insegnare il cristianesimo ai cristiani. […] Il cristianesimo è la negazione radicale delle parole di Gesù. Gesù non voleva assolutamente fondare una religione, perché l’ha fondata San Paolo. Lui non si è mai definito figlio di Dio, ma sempre figlio dell’uomo. La parola figlio di Dio compare nei Vangeli in bocca a Pilato. ‘Dicono che sei Figlio di Dio’ e Gesù gli risponde: ‘Tu l’hai detto’. […] La salvezza è di qua.

Affermazioni come queste – pronunciate dal palco di un festival, in un’intervista, o nelle prefazioni del suo libro – suonano molto sicure. Hanno la forza della provocazione che piace al pubblico. Hanno anche, purtroppo, il vizio di non corrispondere ai testi che pretendono di interpretare. Vediamo perché, punto per punto, con la stessa pazienza filologica che chiederei a uno scienziato che parla di fisica.

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