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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
Le Caravage Lincrédulité de Saint Thomas rose"No, questo non avvenne a caso, ma per divina disposizione. La clemenza del Signore ha agito in modo meraviglioso, poiché quel discepolo, con i suoi dubbi, mentre nel suo maestro toccava le ferite del corpo, guariva in noi le ferite dell’incredulità.
L’incredulità di Tommaso ha giovato a noi molto più, riguardo alla fede, che non la fede degli altri discepoli. Mentre infatti quello viene ricondotto alla fede col toccare, la nostra mente viene consolidata nella fede con il superamento di ogni dubbio. Così il discepolo, che ha dubitato e toccato, è divenuto testimone della verità della risurrezione.
Toccò ed esclamò: «Mio Signore e mio Dio!»."
(S. Gregorio Magno, Om, 26, 7-9; PL 76)



E se siamo increduli con Tommaso, possiamo essere generosi della sua follia d'amore che vuole andare a morire con Lui.

Qui, nel dito di Tommaso (guidato da dentro e da fuori) che tocca il costato, nasce la vera devozione che illumina tutte le pratiche di Pietà nell'unico e vero atto di fede:

"Mio Signore e mio Dio!".

Questa affermazione, anche solo pronunciata con le labbra, costantemente, e con la volontà ferma di aderirvi col cuore e con la vita, conduce l'uomo alla sua maturazione e alla sua glorificazione preventiva.

Lo conduce al dono di sé in Cristo e per Cristo.

Lo matura, lo inserisce a piene mani nel cogliere le infinite grazie battesimali.

Slega i Sacramenti e ne fa toccare tutte le cellule dell'anima e del corpo.
Educa il corpo, la mente, la vista, lo Spirito.

Se c'è un ritornello, un refrain, un riff musicale, un inciso che ritma la creatura è questo:

"Mio Signore e mio Dio!"

che si compie nella parola della Parola, nella nota perfetta, nell'anelito pieno, nel battito trepidante della creatura:

"Abbà, Padre!".

PiEffe