Nelle opere di sant’Agostino

Il 28 agosto del 430, mentre la città di Ippona era assediata dai vandali, veniva a mancare il suo vescovo Agostino, che durante trentacinque anni, con l’autorità e il prestigio del suo pensiero e della sua azione per l’unità della Chiesa, era stato la guida spirituale non solo della sua diocesi ma dell’intera Africa cristiana.
La sua figura e il suo pensiero sono ancora vivi nei suoi numerosissimi libri, come è attestato dall’interesse mai venuto meno attraverso i secoli. Ancora oggi i suoi scritti sono tradotti e pubblicati in tutte le lingue moderne. Da qualche anno è stata avviata la traduzione di alcune sue opere anche nella lingua russa. Si contano una decina di riviste che si interessano esplicitamente allo studio del suo pensiero in diverse lingue. Tra gli antichi padri della Chiesa, Agostino è indubbiamente il più attuale. Anch’egli certamente è un uomo per tanti versi del suo tempo, legato alla cultura antica. Eppure, senza esagerare possiamo dire che nessun autore tra i suoi contemporanei è tanto moderno e attuale quanto lui. I problemi che ha trattato nei suoi scritti sono i problemi che assillano anche gli uomini del nostro tempo: il male, il senso della vita e della storia, la ricerca della verità e della vera felicità. La sua attualità è dovuta anzitutto al suo genio, davvero straordinario, ma anche alla sua acuta sensibilità umana e alle esperienze vissute nella sua vita.
di Nello Cipriani
© Osservatore Romano - 28 agosto 2019