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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico

negazione del noiLa solitarietà (ben diversa dalla solidarietà) è atomizzazione, nichilismo individualista che può avvolgere ogni relazione.

Sia quelle professionali, sia la vita politica, che le amicizie,

e persino la vita di coppia.

Questo è il male dei nostri tempi che è frutto del peccato.
L'uomo è dissociato da sé, da Dio, dall'altro, prossimo o meno,
dal "noi". E la vita umana, sotto ogni dimensione diventa "scarto", persino nemica, nel delirio del sé.
E porta a relazioni consumistiche, funzionali agli egoismi
ed ai narcisismi.
Tu non sei più tu per me e per il noi,
tu sei funzionale a "salvarmi" e a confermare, garantendo,
le mie isterie, la mia realizzazione.
Sei l'utile stampella per il mio io ferito e malato.
Ecco in questa sub-liminale affermazione, mai esplicitata per il "terrore" di perdersi, si fondano spesso molteplici relazioni, significative e non.
Io-sto-bene-con, la dimensione ludico-emotiva, infantile e non trascendente è il dogma e la salda sicurezza per non voler crescere e rimanere diseducati, diseducanti e diseducabili.
Ma tutto questo non solo non è la Chiesa, ma non è neanche il profondo desiderio dell'umano.
Per cui l'uomo assecondando questo "fascismo" interiore, assai piccino e meschino, è perennemente in fuga in ostaggio del nulla riempiendo la voragine di perenne vuoto.
E il pensare gli è duro perché lo aprirebbe a cambiare e a crescere realmente.
Però se guardiamo al testamento, cioè alle ultime parole di Cristo, che svelano l'intima natura dell'uomo-Dio, troviamo la risoluzione di ogni cosa. cielo.jpg
Troviamo il sé, il noi nel Noi, troviamo il senso e la guarigione autentica di e da ogni curvatura al nulla a cui ci porta il cuore malato e chiuso nel suo solipsismo.
In queste parole, infatti è nascosto tutto il desiderio autentico dell'uomo posto e creato dal desiderio intimo di Dio.
È l'incontro dei desideri che dona Gioia.
"Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro" (Gv. 17,24-26)

E la vita sarà quel che deve essere: commozione radicale.

PiEffe


-> VD anche

“Fraternità e Solitarietà”