di GIOVANNI GIORGIANNI Ricordo che fu una trasmissione non solo molto curata sotto l’asp etto professionale, ma anche molto bene accolta dagli ascoltatori, i quali moltiplicarono le espressioni di consenso per la ricchezza del testo, l’apprezzamento della dottrina e la suggestione della messa in onda. Fra le tante, riporto la testimonianza di un mio anziano confratello, il quale, dopo aver espresso il proprio gradimento per la serie di trasmissioni sul “mistero degli Angeli” che il programma Orizzonti Cristiani della Radio Vaticana mandava in onda, volle farmi partecipe di una sua esperienza, a proposito dell’angelo custode.
Durante la seconda guerra mondiale — raccontava — egli, giovane studente, aveva avuto il permesso di andare a casa per consolare la mamma della morte del fratello maggiore, caduto in guerra. In un’atmosfera di tristezza e di ansia, una sera comunicò alla madre l’intenzione di recarsi in un paesetto vicino, per salutare il parroco. La mamma trepidava nell’atmosfera incerta del periodo bellico e della ferita recente: c’erano pochi mezzi pubblici; il telefono quasi non esisteva e certo non era a loro disposizione. Ma lasciò andare il figlio con mille raccomandazioni di tornare per tempo. In realtà, quand’egli stava per prendere l’ultima corriera, il parroco fu chiamato per un’emergenza e il giovane studente dovette accompagnarlo. Non aveva modo di avvisare la madre ed era cosciente dell’angoscia che avrebbe provocato. Allora pregò il suo angelo custode: «Ti prego, angelo mio, di’ alla mamma di stare tranquilla!». Il giorno dopo, tornato a casa, la mamma gli rimproverò la sua mancanza, ma con mitezza, come colei che era stata liberata dall’ansia peggiore. Il giovane seminarista si scusò: «Mamma, non potevo avvisarti». Intervenne la nonna: «Gliel’ho detto io a tua madre di stare serena, perché certamente il parroco ti avrà trattenuto per un’emergenza in cui aveva bisogno di te». «Fui colpito», mi disse ora l’anziano confratello, dal fatto che la nonna aveva detto con esattezza quello che era successo. Allora, con una carezza dissi alla mamma: «È stato davvero così. Io però ho pregato il mio angelo custode di venire a dirtelo». «L’ha riferito a me», soggiunse sorniona la nonna, «che sono più grande». L’autrice di questo libro afferma che, a invitarli, molti verrebbero a dare testimonianze analoghe sulla loro esperienza d’angeli. E io ci credo, anche a prescindere dal simpatico racconto del mio confratello. Gli angeli sono sì un mistero della fede, ma, appunto per questo, una consolante realtà che illumina la vita. È evidente che, essendo esseri spirituali fuori dall’esperienza sensibile dell’uomo, gli angeli pongano alla mente molti interrogativi: esistono davvero? Chi sono? Quale la loro funzione? Ci sono testimonianze credibili del loro intervento tra gli uomini? Sono tutti esseri buoni, animati di buone intenzioni a favore dell’uomo o ci sono anche di quelli perversi, nemici del nostro bene, odiatori di Dio e dell’uomo? Cosa ne pensano le intelligenze più significative della storia cristiana? Reggono al vaglio del pensiero moderno? Sono domande legittime su una questione di grande importanza per la nostra vita spirituale. A esse Maria Luigia Ronco Valenti risponde in quattordici densi capitoli, che si leggono non solo con l’i n t e re s s e dell’apprendimento, ma anche con il gusto della lettura. L’informazione infatti è ricca, si riferisce anche alle origini della creazione, con aneddoti e spiegazioni, alle religioni non cristiane, soprattutto a quella giudaica sostenuta dai testi della Sacra Scrittura, e poi al Nuovo Testamento, alle riflessioni dei Padri della Chiesa, agl’insegnamenti dei teologi, a tutta la tradizione cristiana sino ai nostri giorni. La scrittura è agile, s’insinua nell’esposizione di questioni esegetiche con precisione, profondità e grazia da rendere la lettura piacevole, come di un testo letterario. E soprattutto vi si coglie una certezza e vivacità di fede che conforta il cuore ed “edifica” lo spirito.
© Osservatore Romano 17-18-giugno 2013