Cesare, in latino Caesar. Il semplice, magari solo occasionale incontro con quel celebre nome (per l’esattezza cognomen), stampato sulla copertina di un libro attinente alla civiltà dell’antica Roma, è già sufficiente a sollevare un turbine di reminiscenze, immagini, riflessioni riconducibili essenzialmente ai nostri studi liceali. Un nome di straordinaria potenza evocativa, insomma. E non certo senza motivo. Qualunque opinione più o meno fondata si possa avere sul personaggio in questione, sul suo curriculum di uomo politico, sulle sue imprese belliche, sulla sua opera letteraria, è verità incontestabile che Gaio Giulio Cesare occupa un posto di prima fila nel pantheon dei maggiori protagonisti della storia universale. Anche le più recenti ricognizioni specialistiche confermano la plausibilità del giudizio, sia pure un po’ troppo perentorio nel decretare una sorta di apoteosi, espresso da Concetto Marchesi, che in Cesare scorgeva «il figlio più grande di Roma».
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Catholic Redirect News: Fu vera gloria?
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