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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico

Francesco e Sultano grandeLo spirito di minorità che emerge dalla Regola non Bollata precisamente al capitolo XVI (Fonti francescane, 43) ed indirizzato anzitutto alla presenza dei frati in terra straniera e pagana:


«I frati poi che vanno tra gli infedeli possono comportarsi spiritualmente in mezzo a loro in due modi. Un modo è che non facciano liti né dispute, ma siano soggetti a ogni creatura umana per amore di Dio e confessino di essere cristiani. L’altro modo è che, quando vedranno che piace a Dio, annunzino la parola di Dio perché essi credano in Dio onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo, creatore di tutte le cose, e nel Figlio redentore e salvatore, e siano battezzati, e si facciano cristiani»

Tutta la sottigliezza insindacabile è presente in quel

".. quando vedranno che piace a Dio..".

Quindi non sempre annunzino esplicitamente la Parola di Dio ma secondo discernimento (così raro oggi) e docilità allo Spirito (ancor più raro).


Errori da evitare, dunque, per Francesco di Assisi sono due:
1 - evitare la testimonianza che non viene dallo Spirito (che pare spirituale ma è carnale e che, dunque, non piace a Dio)
2 - evitare l'accidia spirituale che rifugge il testimoniare ciò che si è; cioè di Cristo; magari per convenienza e per opportunità mondana.

Per Francesco di Assisi, dunque, la presenza in terra straniera, la "presenza interreligiosa" e il dialogo interreligioso segue la dimensione minoritica dinamica di stare sempre a servizio di Cristo e del fratello non cristiano, o con il silenzio, o con la testimonianza o con la Parola.

Altre letture sono forzanti tanto quanto quelle edulcorate ed ideologiche fatte di pseudo-ecologismo o di tinte pastello.

Questi due criteri, dunque, proposti dal poverello (e d’altronde profondamente evangelici) vanno certamente “incarnati” nei nostri tempi ma non diluiti.

La “fratellanza umana”, infatti è possibile in preambula Christi e solo in Gesù prende significato e corpo e qui può e deve tendere per non trasformarsi in un sentimento “nostro”. Sappiamo bene da Genesi 11 come capitola il “nostro” desiderata.

L’Incarnazione prevede sempre un doppio moto ineludibile ed inscindibile, la discesa e la risalita. Se c’è solo “discesa” c’è impantanamento; se c’è solo “risalita” non c’è stata “discesa” e c’è gnosi.

Ma, soprattutto, Francesco non chiedeva mai agli altri quello che era chiamato a fare lui ma, da buon padre spirituale, chiedeva ai fratelli il minimo comune denominatore di portare sempre Gesù, con le varie modalità che la Provvidenza offriva.
Come minori.

PiEffe