P. Pietro Messa, ofm
"Profeta di speranza" è definito Dante da papa Francesco nella lettera apostolica Candor lucis aeterne pubblicata in occasione del settimo centenario della morte del poeta fiorentino.
Un paragrafo intero il Pontefice lo dedica a "Francesco, sposo di Madonna Povertà", il santo d'Assisi presentato nel canto XI del Paradiso; un "tratto accomuna i due personaggi: l’apertura alla bellezza e al valore del mondo creaturale, specchio e 'vestigio' del suo Creatore". Questo scorgere nelle creature il Creatore richiede di avere un occhio penetrante capace di vedere profondamente e nel Medioevo proprio in questo consiste la profezia. Gli agiografi, compreso Bonaventura a cui Dante si ispira, hanno evidenziato che una caratteristica dell'Assisiate è il carisma della profezia (cfr. Francesco profeta. la costruzione di un carisma, Roma 2020).
Quindi se per il papa Dante è profeta da parte sua san Francesco d'Assisi è - impiegando i termini usati per l'abate Gioacchino al successivo canto XII - "di spirito profetico dotato".
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