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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
abbraccio-papa-2Scritto da Caterina Maniaci
© www.korazym.org Mercoledì 27 Febbraio 2013

Papa Benedetto XVI e il silenzio, lo spazio interiore della preghiera, che però diventa anche l’orizzonte infinito in cui si costruisce la forza vivificante della Chiesa: questo è uno dei grandi temi del Pontificato che sta per concludersi, è la traccia che seguirà la vita futura di Joseph Ratzinger ed è, probabilmente, anche l’indicazione da seguire per una profonda palingenesi della Chiesa stessa.
Ripartite dalla sorgente, dal cuore stesso della vita cristiana, così come è sempre successo nei momenti di grande crisi, con la nascita di nuovi ordini religiosi, di prima grandezza e di forte rigore spirituale: un esempio per tutti, i francescani. Benedetto XVI ha sempre mostrato una grande attenzione per la vita spirituale di monasteri e conventi, ne ha scritto e parlato spesso. Anzi, il suo Pontificato, così come i suoi scritti e i suoi discorsi, sono stati spesso “attraversati” da riflessioni e richiami al mondo del monachesimo. E ancora due giorni fa il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, si è rivolto proprio ai monasteri di clausura «mobilitati» per pregare per Benedetto XVI e per il futuro Papa.

Anche perché Joseph Ratzinger, dopo la rinuncia al papato, comincerà una vita «nel silenzio, nella contemplazione, nella preghiera», come quella che hanno scelto tutti coloro che sono entrati in convento. E dunque « è da voi, dai vostri monasteri femminili e maschili disseminati in tutto il mondo, che Sua Santità Benedetto XVI è certo di poter attingere la preziosa risorsa di quella fede orante che nei secoli accompagna e sostiene il cammino della Chiesa», afferma il il cardinale Bertone, in un messaggio indirizzato ai Superiori e le Superiore dei monasteri di vita contemplativa. Benedetto XVI ha dato esempio molte volte di profonda comprensione del monachesimo. Nel settembre 2007, durante la visita a all’abbazia di Heiligenkreuz in Austria, aveva sottolineato la dimensione liturgica della testimonianza monastica per il mondo contemporaneo: , disse ai monaci austriaci, . Come ha scritto Enzo Bianchi qualche giorno fa su Avvenire, nel 2008 a Parigi, nello straordinario discorso rivolto al mondo della cultura tenuto al Collège des Bernardins – creato dai monaci di san Bernardo di Chiaravalle come luogo di studio e di formazione – . Benedetto XVI ha sempre colto il monachesimo come e come forma radicale di sequela cristiana che .

Torna in mente, tra tutte, la visita che il Pontefice ha fatto, il 9 marzo 2009, al monastero di Santa Francesca Romana, nel cuore di Roma, e alla suore oblate ha spiegato che nella loro vita di preghera si può rintracciare il reale senso di ogni azione, anche la più nobile, e anche il controantidoto, per così dire, all'ansia inutile che pervada gran parte dei giorni dell'uomo contemporaneo:. Del resto, , come ha detto Benedetto XVI ai partecipanti alla plenaria della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, ricevuti in udienza il 20 novembre 2011. Nel costante richiamo del Papa al “modello del monastero” si coglie, in definitiva, la ricerca di quello spazio in cui ritrovare la della libertà, la sua dimensione spirituale che . Il perdersi in Dio che diventa libertà dalla mentalità del mondo, ma anche libertà da se stessi, dai propri limiti, appunto, dai propri pregiudizi e bisogni. Ed è in questa direzione porta la strada per una reale purificazione della Chiesa, la fonte a cui attingere per ritrovare le profonde ragioni del credere. Ancora una volta papa Benedetto XVI indica questa strada a tutti.