Cari fratelli e sorelle del Brasile!Si avvicina la Quaresima, tempo di preparazione alla Pasqua: tempo di penitenza, preghiera e carità, tempo di rinnovare la nostra vita, identificandoci con Gesù attraverso la Sua donazione generosa ai fratelli, specialmente ai più bisognosi. Quest'anno, la Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile, ispirandosi alle sue parole "Il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti" (Mc 10,45) propone come tema della sua tradizionale campagna "Fraternità: Chiesa e società".
Infatti, la Chiesa in quanto "comunità costituita da coloro che credono e dirigono lo sguardo a Gesù, autore della salvezza e principio di unità" (Cost. Lumen gentium, 3), non può essere indifferente alle necessità di chi è intorno, perché, "le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini di oggi, soprattutto dei poveri e di tutti quelli che soffrono, sono anche le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo" (Cost. Gaudium et spes, 1). Ma cosa fare? Durante i quaranta giorni in cui Dio chiama il suo popolo alla conversione, la Campagna di Fraternità vuole aiutare ad approfondire, alla luce del Vangelo, il dialogo e la collaborazione tra la Chiesa e la Società - proposti dal Concilio Vaticano II - come servizio di costruzione del Regno di Dio, nel cuore e nella vita del popolo brasiliano.
Il contributo della Chiesa, nel rispetto della laicità dello Stato (cfr ibid., 76), e senza dimenticare l'autonomia delle realtà terrene (cfr ibid., 36), trova forma concreta nella sua Dottrina Sociale, con la quale vuole "assumere evangelicamente e dalla prospettiva del Regno i compiti prioritari che contribuiscono alla dignificazione dell'essere umano e lavorare insieme agli altri cittadini e istituzioni per il bene dell'essere umano" (Documento di Aparecida, 384). Questo non è un compito esclusivo delle istituzioni: ognuno deve fare la sua parte, a cominciare dalla mia casa, nel mio lavoro, con le persone con cui mi rapporto. E concretamente, dobbiamo aiutare i più poveri e bisognosi. Ricordiamoci che "ogni cristiano e ogni comunità sono chiamati ad essere strumenti di Dio per la liberazione e la promozione dei poveri, in modo che essi possano integrarsi pienamente nella società; questo suppone che siamo docili e attenti ad ascoltare il grido del povero e soccorrerlo" (Esortazione Apostolica Evangelii gaudium, 187), soprattutto sapendo accogliere, "perché quando siamo generosi nell’accogliere una persona e condividiamo qualcosa con lei - un po’ di cibo, un posto nella nostra casa, il nostro tempo - non solo non rimaniamo più poveri, ma ci arricchiamo" (Discorso alla Comunità di Varginha, 25/07/2013). Così, facciamo un esame di coscienza sull’impegno concreto ed effettivo di ogni uno di noi nella costruzione di una società più giusta, fraterna e pacifica.
Cari fratelli e sorelle, quando Gesù ci dice: "Sono venuto per servire" (Mc 10, 45), ci insegna la sintesi dell’identità del cristiano: amare servendo. Perciò, auguro che il cammino quaresimale di quest'anno, alla luce delle proposte della Campagna di Fraternità, predisponga i cuori alla vita nuova offertaci da Cristo, e che la forza trasformatrice che sgorga dalla sua Risurrezione raggiunga tutti nella sua dimensione personale, familiare, sociale e culturale e rafforzi in ogni cuore sentimenti di fraternità e di viva collaborazione. Per tutti e ciascuno, per l'intercessione di Nostra Signora Aparecida, invio di cuore la Benedizione Apostolica, chiedendo che mai smettano di pregare per me.
Vaticano, 2 febbraio 2015.
FRANCISCUS PP.
© http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino.html - 18 febbraio 2015